alpinia - cose di montagna

SKY-interviste

 
  L'intervista a
MARINO GIACOMETTI
a cura di luca PELLICIOLI

 

Ciao Marino, sei da tutti riconosciuto come ideatore e riferimento dello Skyrunner, vuoi spiegare a chi non lo conosce quando è nato, come e cos’è lo Skyrunner ?
Negli anni ’90 alcuni alpinisti con una mentalità “atletica” hanno iniziato a cimentarsi con la corsa alle vette. In Francia si sono focalizzati al record da Chamonix al Monte Bianco, in Italia invece è toccato al monte Rosa, Cervino e poi al Bianco oltre che a diverse montagne meno famose; gli alpinisti atleti erano Bertoglio e il sottoscritto.
Personalmente ho sempre alternato bici e corsa alle vette per preparare il fisico alle varie salite alpinistiche.
“L’allenamento” è poi diventato importante per le scalate classiche e le spedizioni.
Dopo il record al Monte Rosa e Monte Bianco nel ’90 e ’92 è iniziato lo SKYRUNNING MODERNO, quello antico c’è sempre stato … per i contrabbandieri o cacciatori correre in alta montagna era un’esigenza.
Ritengo di avere fondato lo skyrunning il giorno che ho organizzato la mia prima gara aperta ad altri: 7 atleti, fra cui una donna, che partono da Courmayeur con tanto di cronometristi e supporti esterni anche se molto limitatati. Da quel giorno si è iniziato a correre spalla a spalla fra concorrenti anche in quota e nel 1993 il primo circuito di 4 gare e poi un crescendo sino ad oggi.
Malesia, Coppa del Mondo 2004
Marino Giacometti e Bruno Brunod

Che differenza c’è tra Skyrunner e corsa in montagna?
Fra uno skyrunner e un’atleta della corsa in montagna c’è una vetta di mezzo !
Lo skyrunner corre per arrivare in cima...In termini filosofici è così...In termini sportivi invece le nostre gare sono definibili come corse in alta montagna cioè oltre i 2000 metri e con dislivelli e distanze importanti.
L’altra corsa in montagna oggi è una versione di cross estivo e basta.

Alpinismo classico, Scialpinismo, Corsa in montagna, Atletica leggera, come e dove si inserisce lo Skyrunner tra queste discipline sportive ?
Sarebbe opportuno per il bene dello sport in montagna fondere questi movimenti, senza troppi distingui, sotto il cappello di una Federazione unica come succede in Spagna e Francia.
Lo skyrunning è la corsa in alta quota, lo SKYRUNNER è l’atleta che fa sport in montagna in alta quota.

Che differenza c’è tra un alpinista classico ed uno Skyrunner da un punto di vista fisico e psicologico ?
Può essere la stessa persona che cambia identità a seconda dell’obiettivo, questo può valere per l’atleta d’elite e i primi skyrunners.
Lo skyrunner di oggi, da un punto di vista fisico, è però soprattutto un maratoneta che si allena facendo anche 30.000 metri di dislivello al mese, e affronta la gara con spirito estremamente competitivo.

Sino ad alcuni anni fa si parlava molto di “sport estremi” e filosofia “no limits”. Ritieni che lo skyrunner possa rientrare in una questi due categorie sportive ?
Perfino il brand no-limits ha mollato questa filosofia che non identifica un valore vero ma un ipotetico azzardo o gusto del rischio. Oggi si è estremi con una cilindrata del motore oltre i 3000 cc, il risultato è dato dalla performance e non dal rischio fine a sé stesso. Anche se quando è in gara anche un alpinista classico o guida alpina non sottilizza troppo sulla sicurezza, ma bada soprattutto ad andare veloce !
Skyrunning e ricerca scientifica

Da alcuni anni è stata istituita la FSA, di cui tu sei Presidente, quali sono gli obiettivi di questa Federazione ?
A livello Internazionale l’obiettivo è soprattutto di unificare e promuovere la corsa in alta quota e un circuito mondiale delle “Formula UNO” con risvolti anche commerciali.
Ma stiamo lavorando anche a ricerche scientifiche e a progetti salutistici per la montagna.

Skyrunner e ricerca scientifica sono da sempre un binomio ricorrente, come vengono gestite queste ricerche e quali sono i risultati più significativi ?
Siamo già alla fase applicativa, cioè portare le conoscenze a tutti i frequentatori della montagna in chiave pratica.
Abbiamo anche attivato una ricerca “ Cuore in salita” abbinata al progetto Mountain Fitness … ma ora è il caso che i fondi della ricerca non vadano solo in una direzione.
Un conto è studiare la performance o le patologie della quota finalizzata a “4 gatti”, altro è il lavoro che stiamo facendo da alcuni anni con le nostre risorse che deve essere riconosciuto a pieno titolo.

Oltre ad essere presidente della FSA sei stato anche un “pioniere” di questo movimento sportivo: nel 1994 il monte Rosa in 16 ore, nel 1997 hai unito il mare alla cima del Monte Bianco partendo da Genova mare sei arrivato in Cima al Bianco in 23 ore.
Come ti è venuta questa singolare idea ?

…la risposta è semplice: le montagne si misurano dal mare...

I Corridori del cielo hanno salito e sceso di corsa montagne in ogni parte del mondo stabilendo record strabilianti. Vuoi ricordarcene alcuni ?
Tra i record che possono colpire la fantasia di chi corre stando seduto c’è il Cervino a/r in 3.14.44, ma anche altri record sono di altrettanto di valore come quelli al Monte Bianco, Kenya, Aconcagua o la maratona a 5200 corsa in poco più di 3 ore.
Per i dettagli visitate il sito HYPERLINK "http://www.fsa-sky.org" www.fsa-sky.org

Recentemente Fabio Meraldi ha tentato di stabilire il record di ascesa dell’Everest. Non tutti concepiscono questo nuovo modo di affrontare la montagna in velocità e leggerezza. Cosa ritieni di rispondere ?
Bisognerebbe far chiarezza nella gente, Fabio Meraldi aveva già fatto un ottomila in 12 ore senza acclimatamento sopra i 6000 metri. L’Everest è un capitolo a sé, non si sale senza ossigeno in condizione non ottimali, tutti i record esistenti degli sherpa sono stati fatti CON OSSIGENO, il vero record è ancora di Batar fatto nel 1990 (anno in cui gli ho “rubato” per consolazione il record sul Pumori a/r in 14 ore).

Credo che si possa affermare che lo skyrunner abbia portato la velocità e la leggerezza in montagna. Queste due componenti, unite ad una grande preparazione psico-fisica possono rappresentare, o rappresenteranno nell’immediato futuro, un nuovo modo di concepire ed affrontare la montagna ?
A livello d’elite le filosofie si sono già fuse, dallo sci alpinismo agli ottomila.
Dovrà fare scuola anche nella massa, come quest’anno abbiamo fatto con i classici trekkers che andavano al campo base del K2, stimolandoli di pensare come persone che si devono allenare per divertirsi di più che a rischiare di meno.
Negli ultimi anni lo skyrunner ha coinvolto numerosi appassionati. Molte le gare e la nascita dei due circuiti “Campionato Italiano” e “Coppa del mondo”. Come stanno andando questi due circuiti ?
In numeri sono 6950 le iscrizioni alle 37 gare svolte in Italia nel’2004. Mentre circa 20.000 sono le iscrizioni alle gare del calendario Internazionale.
Lo skyrunning:
libertà di andare dove vuoi

Immaginavi tale successo e come te lo spieghi ?
Siamo partiti nel 1992 con l’idea di portare i miglior atleti del mondo a fare la maratona in alta quota. Il cammino è stato lungo e più che portare campioni di altre specialità è NATA UNA NUOVA RAZZA DI ATLETI.
In termini di numeri non è una sorpresa. La tendenza è quella di fare sport veri in natura. Ci sono ancora dei limiti organizzativi e di comunicazione. Il bacino potenziale è almeno 3 volte tanto e quello delle persone comuni che possono fare lo stesso sport in chiave non agonistica sono qualche …milione.

Facciamo un po' di nomi: Skyrunner di ieri, di oggi e di domani ?
I Campionissimi della prima ora sono o potrebbero essere ancora tali da Bruno Brunod a Corinne Favre o Ricardo Mejia, ma anche Matt Carpenter o Fabio Meraldi se avessero l’umiltà o la PASSIONE per tornare...
Mario Poletti è ormai un campionissimo affermato, quindi le novità sono i giovani.
Il Campione del Mondo Roc Augusti è forte, ma solo nelle gare di un certo tipo.
Tuttavia se ha 40 questi atleti sono ancora capaci di vincere non è per mancanza di ricambi, ma perché hanno saputo migliorarsi negli anni.

Gli Italiani hanno raggiunto grandi risultati nelle gare di Skyrunner, pochissimi sono però i professionisti di questa disciplina. Pensi che in futuro sarà possibile la nascita di team di atleti professionisti anche in Italia ?
In Spagna c’è solo Roc Augusti che si dedica in totalmente alla disciplina. Credo che sia già tanto arrivare a dei team gestiti a livello di club-sponsor o Federazione nazionale.
Del resto il nostro Dream team era il Fila SkyRunners team.
E’ sempre questione di sponsor...ma anche con sponsor nessuno mollerebbe il lavoro.
In Italia il bacino è dato dai militari che possono dedicarsi alla causa interamente. Del resto anche il medagliere olimpico è a maggioranza “militare” alla faccia del CONI e delle scuole per lo sport per tutti.

Skyrunner e mezzi di comunicazione: quale rapporto in Italia ?
La rassegna stampa è pesante soprattutto negli anni ‘2000. La materia interessa ed è coinvolgente.
Otto pagine su riviste di moda o salute non sono rarità. Rispetto agli sport comuni che avrebbero budget per uffici stampa permanenti siamo brillanti ma... lavorare per diventare famosi deve essere correlato ad aver riscontri di altro tipo. Produrre ritorni 10 volte l’investimento mi sembra più una offesa e dare ragione a chi sfrutta l’immagine legata allo sport anziché fare business insieme.

Come è visto il movimento Skyrunner all’estero ?
Le gare del circuito mondiale sono state distribuite in 125 paese con 7 news e 4 servizi da 5 minuti. Sulla carta stampata finiamo solo sulle riviste di settore perché non abbiamo interessi economici a spingere diversamente.
E poi all’estero skyrunner è un brand...lo sport è la corsa in alta quota.

Per unire e dare maggior peso agli sport di montagna si è parlato della nascita di una Federazione della montagna. E’solo un enunciazione o ci sono reali possibilità?
Dipende solo dalle sinergie che si possono creare, sarebbe facilissimo se la mentalità della gente e dei politici non fosse fatta di valli con spartiacque, ma di principi veri di cooperazione per il bene dello sport e della montagna.

Ultimamente si parla molto di sostenibilità alpina e dei problemi della montagna e della gente di montagna. Cosa stanno facendo e cosa possono fare gli sport di montagna e in particolare lo skyrunner per portare un contributo a questa causa ?
Questa risposta spero la darà il progetto HYPERLINK "http://www.mountainfitness.org" www.mountainfitness.org se le lobby della montagna sapranno unirsi e non pensare solo alla propria poltrona o orticello … come capita anche in pianura !

Un’ultima domanda, Marino: ci puoi anticipare quali sono i principali appuntamenti e le novità dei prossimi anni per i corridori del cielo?
In sintesi tre sono i grossi capitoli sui quali stiamo lavorando:
Sport: Affermare in 3 anni il vero circuito mondiale delle Formula Uno dell’ alta quota.
Salute: Diventare l’emblema dello sport per tutti in una palestra gratuita per motivare i sedentari.
Ambiente: Lanciare sport eco-compatibili, la tribù sta già fondendosi con altri sport come il Giro dei Parchi d’Italia e la Sky water raid.

Ti ringraziamo Marino per il tempo che ci hai voluto dedicare.
Alpinia è formata da lettori appassionati, da tutti loro e da me il più affettuoso saluto!
Luca.

 

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