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L'intervista a
GIACOMO SALVADORI
a cura di luca PELLICIOLI |
Continua lo spazio di Alpinia
dedicato alle interviste di personaggi del mondo dello Skyrunning.
Questa volta abbiamo il piacere di proporvi un'inedita intervista
all’organizzatore di una delle più importanti
e belle competizioni di Skyrunning del panorama Internazionale:
il Signor Giacomo Salvadori.
Chi è Giacomo Salvadori
Giacomo Salvadori, classe 1939, è originario di Santìcolo
di Córteno Golgi. Grande appassionato di Montagna,
risiede a Roncadelle (BS), ma passa almeno metà del
suo tempo nel paese d’origine. Qui è da sempre
Presidente del Comitato organizzatore della Sentiero 4 Luglio
SkyMarathon, gara che ha ideato. È stato fautore, a
inizio anni ’90, della sistemazione dello stesso Sentiero,
l’Alta Via n. 7 delle Alpi Orobie bresciane.
1. Nel 2004
si è svolta la 10ª Edizione della Skymarathon “Sentiero
4 Luglio-Trofeo Davide”, un traguardo certamente prestigioso.
Quando e come è nata questa gara ?
Come gara, la maratona del cielo è nata ufficialmente
nel 1995, ma nel luglio 1994 c’era già stato
una sorta di prologo, con l’inaugurazione in solitaria
del percorso da parte di Adriano Salvadori, davanti a telecamere,
fotografi e un pubblico locale. Tutto ciò avveniva
per il nostro desiderio di ricordare Davide (giovane appassionato
di montagna, figlio unico di mio fratello Franco), tragicamente
scomparso nel 1992, con qualcosa che restasse nel tempo e
fosse però gioioso. Lo stesso Sentiero 4 Luglio è
la data di nascita dello sfortunato ragazzo e anche il bivacco
a metà percorso è dedicato a lui. Ad Adriano,
ottimo atleta e amico di Davide, è stato assegnato
il primo Trofeo omonimo.
2. Dieci edizioni,
molti atleti e molti protagonisti si sono confrontati e divertiti
sui “vostri” sentieri. Ma chi è l’atleta
che da un punto di vista agonistico l’ha emozionata
maggiormente e il ricordo umano più sincero che si
porta dentro ?
Hanno calcato le rampe e i nevai del Sentiero 4 Luglio, già
dalle primissime edizioni della corsa, atleti e alpinisti
del calibro di Fabio Meraldi, Bruno Brunod, Mauro Gatta, Adriano
Greco, Simone Moro, Jean Pellissier, Cheto Biavaschi, Andrea
Agostini, Fulvio Mazzocchi, Miki Oprandi, Ettore Champretavy,
Gianpaolo Tosi, Pep Sanchez Olle, Milan Madaj, Emmanuel Blanc,
Antonello ed Enzo Fiorelli, Alfredo e Johnny Corsini, il decano
Antonio Gianola, Morena Paieri, Gisella Bendotti, Alexia Zuberer,
Jana Heczková, Danelle Ballangee. Poi sono venuti Mario
Poletti, Dennis Brunod, Fabio Bonfanti, Silvio Mondinelli,
Roberto Ghidoni, Giovanni Gianola, Carlo Bellati, Massimo
Colombo, Marco Maini, Lucio Fregona, Michele Semperboni, Tiziano
Ambrosi, Davide Milesi, Agustí Roc, Quico Soler, Juan
Colomer, Daichiri Dawa Sherpa, Migidio Bourifa, i neri Wilson
Koech, Daniel Gidumbanda e altri, Michele Melacarne (unico
ad aver corso tutte le edizioni), Gloriana Pellissier, Corinne
Favre, Michela Benzoni, Ruth Pickvance, Giovanna Cavalli,
Teresa Forn, Anna Serra, Maria Giovanna Cerutti, Bruna Forni.
Notevoli il 3° e il 4° posto di Adriano Salvadori,
ottenuti rispettivamente nel 2003 e nel 2004, a dieci anni
dalla prima performance, migliorandola.
Dal punto di vista umano sono molti gli atleti che mi hanno
lasciato un’ottima impressione. Uno su tutti però
mi ha emozionato profondamente: Pierluigi Munaro,
veneto. Non è certo un nome di primo piano, ma nessuno
come lui ha dimostrato tanto affetto per la nostra manifestazione.
Qualche anno fa, dopo la prima partecipazione, mi ha scritto
un toccante biglietto di auguri natalizi, annunciando l’arrivo
del primo figlio e il desiderio suo e della moglie di chiamarlo
Davide. L’anno dopo (e poi i successivi) sono arrivati
con il piccolo Davide in braccio e un cospicuo dono per la
nostra gara. Una dimostrazione di apprezzamento che non mi
sarei mai aspettato da una modesta famiglia e che è
stata umanamente la gratificazione più bella in dieci
anni d’impegno organizzativo.
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| ... con lo skyrunner Mario
Poletti ... |
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3. Dieci anni
fa vi potevate considerare “pionieri” nell’organizzare
questo genere di competizioni, ora il Calendario Nazionale
e Internazionale prevede molte gare. Come è cambiato
lo Skyrunning in questi anni ?
Infatti siamo stati i primi a organizzare una gara di corsa
in alta montagna aperta a tutti, se si eccettuano le prime
performance fatte in prima persona (e poi le gare) organizzate
da Marino Giacometti, l’inventore dello skyrunning,
a inizio anni ‘90.
Forse lo skyrunning non è cambiato molto in questi
anni, a parte la crescita di partecipanti e il livello organizzativo
di alcune gare. Quello che è cambiato è semmai
il fatto che adesso molte più persone sanno cos’è,
mentre solo cinque anni fa lo ignoravano.
Sono nate e nascono molte gare e ciò è senz’altro
un fatto positivo. Molti organizzatori mi chiedono dei pareri;
senza pretendere d’insegnare qualcosa a qualcuno, la
raccomandazione generale che faccio a tutti è quella
d’impegnarsi al massimo e fare le cose per bene, evitando
ogni improvvisazione.
4. Il movimento
dello Skyrunning nell’ultimo decennio si è affermato
e gode di buona popolarità, non tutti però per
svariati motivi, condividono questa filosofia di interpretare
la montagna. Cosa ritiene di rispondere ?
Credo che i praticanti di questo splendido ma durissimo sport
siano tutti amanti della Montagna. Sono persone che ne vedono,
ammirano e assaporano il piacere forse più di noi camminatori
ordinari, che sbuffiamo come mantici per arrivare in vetta.
Chi, richiamandosi a pretese filosofie puriste, obietta qualcosa
al fatto della competizione, appare francamente antiquato.
Ciò è tanto più vero alla luce delle
lungimiranti parole d’un presidente del CAI come Gabriele
Bianchi.
5. In questi
anni si parla molto di sviluppo sostenibile del territorio
e delle comunità alpine anche legato alla presenza
di grandi eventi sportivi. In base alla sua esperienza all’interno
della comunità di Córteno Golgi, ritiene che
complessivamente le 10 edizioni del Trofeo 4 Luglio abbiano
portato reali benefici sociali, turistici ed economici a questo
incantevole paese di montagna ?
Non sono operatore turistico e quindi non saprei dire con
certezza. Probabilmente però, dopo l’evento del
Premio Nobel al grande scienziato compaesano Camillo Golgi
(primo Italiano di sempre nel 1906), credo proprio che di
Córteno non si sia mai parlato tanto quanto nell’ultimo
decennio per merito della Sentiero 4 Luglio SkyMarathon. Ciò
la dice lunga, anche se i benefici, specie economici, non
sono facilmente misurabili e sono comunque, probabilmente,
ancora non adeguati all’investimento fatto.
6. Organizzare
un tale evento che negli ultimi anni ha assunto dimensioni
mondiali è chiaramente un grande sforzo. Quali sono
le maggiori difficoltà organizzative che dovete affrontare
? Quale entusiasmo vi fa ripartire ogni anno ?
La fatica maggiore è certamente nella ricerca di sponsor.
Gli aspetti burocratici ormai li conosciamo e li sappiamo
affrontare con una certa facilità.
L’entusiasmo che ci fa ripartire ogni anno per una nuova
impegnativa avventura organizzativa è senz’altro
generato dalla gioia e dalla partecipazione disinteressata
che tutta la comunità di Córteno Golgi dimostra
ogni anno di più per questo evento.
7. ... e il
giorno dopo quando tutto si è concluso cosa prova ?
Quasi non si assapora il successo appena ottenuto, anche perché
si è frastornati e un po’ provati. Comunque non
il giorno dopo, ma la sera stessa dopo la gara, la mente è
già proiettata all’anno successivo. Belle soddisfazioni
ci vengono, di solito, dalla lettura delle cronache dei giornali,
delle riviste specializzate e dalla visione di servizi tv,
foto e filmati.
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| ... la fatica e' ripagata ... |
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8. Il circuito
della Coppa del Mondo di Skyrunning è un grande evento
del quale voi avete fatto parte, ma che pare abbia la necessità
di rivedere alcune impostazioni e forse esser reso fruibile
a più atleti. Cosa ne pensa ?
In fatto di numeri, ovviamente non è possibile fare
paragoni con le classiche maratone in piano. Qui le difficoltà
e di conseguenza le responsabilità sono enormemente
maggiori. A me, francamente, 600 persone su per vette e passi
alpini sembrano già un numero da capogiro ...
Se invece allude alla partecipazione di un numero maggiore
di skyrunner alle diverse tappe del circuito mondiale, allora
il problema esiste e non è di facile soluzione.
9. Si parla
spesso della nascita di una Federazione della Montagna. Ritiene
che questo possa fare assumere una dimensione e uno spessore
maggiore a questa disciplina e alla FSA ?
Non c’è dubbio; credo che l’obiettivo primario
e imprescindibile della FSA debba essere proprio quello del
riconoscimento istituzionale, specie ora che comincia ad averne
i numeri.
10. Da organizzatore
come vede il futuro dello skyrunning in Italia? Sponsor e
televisione si avvicineranno maggiormente a questo movimento
permettendo un aumento di visibilità ?
Ecco l’eterno dilemma: è nato prima l’uovo
o la gallina? Gli sponsor arrivano se c’è la
televisione; la televisione viene se l’evento è
già importante e conosciuto. Ma con pochi soldi come
si fa? È davvero dura!
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| ... grandi festeggiamenti ... |
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11. RingraziandoLa
per la disponibilità La saluto porgendoLe un’ultima
domanda: avete dei progetti futuri e volete dare alcune anticipazioni
agli amici di Alpinia sulla prossima edizione della Maratona
del Cielo ?
Anche da parte mia un grazie di cuore a tutto lo staff di
Alpinia.
Anticipazioni per il 2005 non ce ne sono, anche perché
sono già tutte contenute nella relativa pagina ATTUALITÀ
di www.cortenogolgi.it/sport, sulla brochure cartacea di 4
pagine già in circolazione e, presto, su SORTILEGI
DI VALLE CAMONICA, la nostra pubblicazione annuale di 100
pagine a colori, stampata in 40mila copie e diffusa a livello
nazionale. Potrei aggiungere che probabilmente mi toccherà
a breve una funzione in seno alla FSA (la sede operativa si
trasferirà prossimamente proprio a Córteno),
ma non è fatto in sé così rilevante.
Per quanto riguarda l’edizione 2006, saremo di nuovo
nel circuito mondiale e prometto che mi farò in quattro
perché sia un’edizione indimenticabile.
Ti ringraziamo
infinitamente Giacomo per il tempo che ci hai dedicato.
Alpinia è formata da lettori appassionati, da tutti
loro e da me il più affettuoso saluto e un in bocca
al lupo per l’edizione 2005.
©
luca PELLICIOLI
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