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IL FIUME, IL RACCONTO DELLA TERRA

Il Lambro ci parla


  Davide Sapienza 

Forse non sanno, i criminali stupratori che hanno sversato petrolio nel fiume Lambro, che probabilmente hanno fatto un favore alla Terra.

Il Lambro, per me che sono di Monza, é stato il mio primo fiume.
C’era.
Era inquinato.
Ne stavo alla larga, anche camminandoci a fianco o pedalando lungo le vie di Monza.
Lo guardavo con distacco, davo per scontato, da ragazzino, che era così e altro non poteva essere.
Certo, provavo, ragazzo di provincia, a immaginarmi il mio fiume, come The River di Bruce Springsteen oppure lo Yukon di Jack London, qualcosa da traghettare, come Siddharta.
Niente da fare.
La mia era la percezione di una Natura Morta: non un dipinto, ma una dura verità che davo per scontata. L’identità di brianzolo, era quella.
La morte.

Poi sono cresciuto, girando prima con la mia famiglia poi da solo, ho capito che la Terra ha modi ben strani per darci la certezza della propria energia.
E così in questi giorni ecco emergere il coro unanime di politici impresentabili come i nostri, accanto alle voci che loro stessi hanno silenziato per anni – voci che però hanno invece lavorato duramente, come il Parco Valle del Lambro e diverse associazioni nonché periodici come Brianze.
Proprio a questo periodico devo la (ri)scoperta di una terra che per me è comunque quella dove sono nato e che mi ha stimolato ad andarmene in montagna, per impossibilità di sopportazione di quella Natura Morta.
Eppure, da bambino, in quest’area a nord di Milano e nel parco di Monza ho allenato di sicuro le mie capacità di entrare in comunicazione con la Natura.
Che era Viva, a sprazzi, e parlava a tanti ragazzini e ragazzine come me, chiedendoci di non dimenticare mai da dove venivamo.
Ho in mente i piccoli corsi d’acqua e i ruscelli che con sé recavano comunque un messaggio profondo: siamo vivi, non devi essere triste, solo essere presente.
Testimone. Così ho deciso di farlo scrivendo e magari di farlo come l’acqua, senza urlare: semplicemente scorrendo.
Ecco, mi son detto tante volte in questi venti anni di vita nelle Orobie (anch’esse sotto assedio in primis dalle scellerate politche ambientali regionali), la Terra é anche spiritosa: unisce gente senza speranza che ha massacrato la Lombardia e il suo straordinario ambiente naturale, a migliaia di cittadini sinceri, disinteressati, che hanno donato parte delle loro energie e il loro tempo, per continuare a tener viva la voce dei fiumi presso queste istituzioni colpevolmente sorde.
Gente senza nome e senza lustrini, gente che lavora e che poi si alza la mattina e va a fare qualcosa per dire, “grazie, Terra, mi dai la vita”.
C’è in atto una reazione (anche qui in provincia di Bergamo é stata annunciata una grossa azione di ripulitura dei fiumi e questa reazione ha trovato un catalizzatore in questo disastroso evento.
A volte, capita.
Mi viene in mente il discorso del perdono di Nelson Mandela. Questo, secondo me, fu ispirato all’amore per la sua terra, il Sud Africa, che parlò attraverso di lui.
No, io non perdono gli “sversatori” di petrolio di settimana scorsa e tutti quelli del passato: sono calvinista, chi sbaglia, paghi e paghi duramente.
Ma la Natura Madre é energia, la sua parte esteriore, quella a noi visibile, é semplicemente forma dell’immensa energia che essa é e che genera di continuo.
Lei, stanca e infuriata, ha mosso le mani di questi criminali, disposta a farsi del male nel breve periodo, per ottenere qualcosa di grande nel lungo periodo: il risveglio della Specie più pericolosa che abita il Pianeta Terra. Gli Umani.
Ecco dunque il Fiume.
Una scelta chiara: il fiume scorre, il fiume é energia, il fiume si rigenera.
Noi siamo tristi e feriti davanti a questo fatto, perché misuriamo tutto in tempi umani.
Lei, Madre Terra, ci sta dando un’altra opportunità: e i migliori della Specie, sono già al lavoro assieme ai Peggiori, i politici che per decenni si sono disinteressati della Madre.

Forse, qualcuno, aprirà gli occhi e qualche politica ambientale corrotta e contro natura, cambierà.


La versione originale di questo testo è apparsa sul sito www.lavallediognidove.it di Davide Sapienza il giorno 26 febbraio 2010.
Per Alpinia.net, Davide ha deciso di rivederlo e dargli qualche pennellata in più.


  a cura di
  Filippo Zolezzi

 
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