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Campanile di Val Montanaia


  Spiro Dalla Porta Xidias 

Campanile di Val Montanaia,
cosa sei stato,
cosa sei tu per me ?
Ho capito perché sei solo,
ho compreso questa tua solitudine,
che non è solitudine,
ma perfetta Unità.
Su questa terra,
su questo pianeta terra,
ove ogni essere è simbolo,
ricordo, visione, memoria
della Divinità Creatrice;
e ogni oggetto, piccolo o grande,
è a sua volta uno specchio
del simbolo che innato
arricchisce il mio cuore.

Campanile di Val Montanaia
unica guglia
fra tutte le guglie
ad ergerti solo nella tua piana
a sognare il Cielo,
e segnare col tuo slancio
disperato e felice
il cammino che vi porta e conduce:
Campanile, paradigma ed esempio
di tutti i campanili del mondo,
tu non sei soltanto una guglia,
una guglia qualunque,
una montagna, un monte
fra tanti monti e montagne:
tu sei le guglie,
le montagne, i monti.
Ti ergi solo in mezzo alla piana
perché sei simbolo di tutte le guglie,
le montagne ed i monti.
Li conglobi nella tua questua ideale.
Sei la freccia che la terra ha scagliato
nell'ansia siderea di elevazione.
E il tuo slancio esprime la terra
che si specchia nella volta celeste.
Azzurra di giorno,
irrorata dal sole dorato
che regala luce e calore,
fonti di vita.
Velluto nero di notte
punteggiato da innumeri stelle
che palpitano e brillano

nel loro argenteo fulgore
e sognano lo spazio infinito.

Campanile di Val Montanaia
t'ho salito per atto d'amore.
Ti salgo tuttora
con la mente e col cuore
cercando ancora la vetta
sospesa nella luce e nell'aria.
La tua cima che mi approssima al cielo
cui voglio poter giungere,
- felice ritorno -
per vedere, pregare, adorare
con il corpo, la mente e il cuore
lo splendore infinito di Dio.


Trieste, 27 aprile 2011


  a cura di
  Filippo Zolezzi

 
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