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Forcella delle Genziane

... poesia in una notte carente di sonno...


  Spiro Dalla Porta Xidias 

Erto, ingrato pendio,
quasi un imbuto
incastrato, ristretto tra i muri
verticali di liscie pareti
solitarie, erette
a difesa dell'alto.

Sgradita fatica
il voler risalire
questo fiume di sassi impennato.

Ampia cascata,
cono di pietre
che cedono sotto il tuo passo.

E il sole d'agosto
dardeggia feroce dall'alto
rifratto dalle alte facciate
mentre sassi piccoli e grandi
di quella morena selvaggia
rotolan via
sotto il tuo peso.

Stanchezza, fatica,
noia, sudore,
mentre prosegui irretito
dalla cima lontana,
Ed inattesa, insperata
sorpresa improvvisa,
una verde selletta
che in quel mese d'estate
risplende di piccoli fiori.

Cobalto, azzurro, ametista,
vellutate corolle
centinaia di piccole coppe armoniose
che offrono all' occhio,
che offrono al cuore dello stanco viandante
la bellezza infinita
di un tappeto di fiori.

Magica oasi, sorriso
di verde e di azzurro:
incanto sospeso
tra le gole tetre e oscure
e aride guglie selvagge.

Prodigio dei fiori sbocciati
da esili steli:
miracol, portento,
quei fiori,
i fiori...


La scienza ti spiega
che son solo il sistema
che serve alla pianta
per produrre quel seme
che prolunga la specie.

Ti dice, assicura
che anche l'amore dell'uomo
è mezzo soltanto
per protrarre la stirpe...

“ L'amore
che muove il sole e l'altre stelle...”


Oasi di verde e di pace,
di corolle fiorite,
gemme preziose,
inestimabile dono
di poesia e di amore;
incastonato insperato
nel grigiore uniforme
di pietrame e detriti.

Incantata Forcella
delle Genziane,
i tuoi fiori azzurro-ametista
non sono un mezzo soltanto
per prolungare la stirpe:
sono dolce atto d'amore
che preannuncia
con dolce sorriso
lo splendore dorato
del cielo infinito.


15 giugno 2011, ore 4,30



  a cura di
  Filippo Zolezzi

 
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