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La storia di Germano

Personaggi Bresciani..


  Germano Melotti 

Sono nato all’ospedale di Breno il 14 Novembre 1969, dopo 17 anni di matrimonio: da mamma Augusta Antonioli di Davìcc della classe 1928, (appartenenente al nucleo soprannominato di Salase) e da Papà Giacomo Melotti di Melòcc del 1915, (ceppo famigliare soprannominato di Bürlügiù). Ambedue casati la cui presenza a Monno è comprovata da almeno mezzo millenio.
Dalla parte materna i miei avi gestirono lungo i secoli una bottega di scultura lignea e di forgiatura. Ascendendo per linea paterna invece si applicarono nelle professioni notarile e di ristorazione.
I parenti di mamma sono stonati ma hanno molto estro e creatività. L’unica eccezione fu la figura di Doro Antonioli, apprezzato tenore della Scala di Milano.
Dalla parte di papà sono molto portati per la musica, per le materie letterarie (poesia e racconti) e per quelle storiche (cfr. cronachisti degli incendi monnesi).


Il nome Germano mi è stato dato in ricordo dello scampato pericolo corso da mio padre durante il periodo di internamento nei campi di concentramento della Germania. Sono figlio unico.

Mentre mio padre e mia madre gestivano il piccolo negozio di generi alimentari, macelleria e fiaschetteria nel cuore del paese, io venivo affidato alle cure di una vecchietta, bassa e spassosa, che nella stanza della caminada mi teneva buono coi racconti e i canti dialettali.
I clienti, dopo aver fatto la spesa, facevano tappa presso la cucina adiacente alla bottega e all’ombra di un buon bicchiere di vino trascorrevano lieti momenti insieme. Contratti, confronti d’esperienze, riflessioni, confidenze, si alternavano a nostrane esibizioni musicali proposte da estrosi sunadùr.

Da piccolo, quando in paese arrivavano le rondini, il mio maestro della scuola elementare: Giovanni Minelli “trasferiva” l’aula in mezzo ai prati, al limitare dei biondeggianti campi di segale alpestre: contando le spighe imparavamo le basi della matematica.

Don Giovanni Antonioli, quando le marmotte uscivano dalle tane, saliva al Mortirolo e in occasione della festa dei Pastorelli, voluta da don Giuseppe Fiagaroli, si “dimenticava” l’italiano e teneva a noi bambini l’omelia in dialetto... al posto della vita dei Santi narrava allegre storie di patate, contadini e muli. Nessuno si addormentava e tutti speravano che la predica fosse molto, molto, lunga.

Grande importanza ebbero anche le altre attività di mio padre: di casaro comunale e di barbiere occasionale, quest’ultima appresa rasando i prigionieri a Berlino. Il contatto con questo mondo di rapporti umani mi rimarrà sempre presente. Fu mio padre che nel 1980 mi iscrisse alla scuola privata di musica condotta dal maestro fisarmonicista Passeri G.Pietro. Studi che perfezionai seguendo le lezioni di irgano effettuate dall’organista Domenico Canossi.

Contemporaneamente il poeta monnese Angelo Trotti fondò il primo nucleo del Gruppo folkloristico I Galber di Monno al quale partecipai prima come ballerino e poi come fisarmonicista. Questa esperienza mi ha permesso di animare tutti i paesi della Valle Camonica e di portare anche in diverse piazze più lontane dall’Oglio, compresa quella del Vaticano (nel 1990), le tradizioni della nostra Terra. Questa attività mi avvicinò al mondo della TV, soprattutto quella locale grazie alle frequenti riprese effettuate prima da Tele Camuna e successivamente da Tele Boario.

Nel frattempo dopo gli esami di terza media effettuati in corrispondenza con la morte di mio padre, mi sono iscritto all’Istituto di Perito Commerciale con sede a Edolo, studio poi che ho integrato con un corso di Esperto in Amministratore Aziendale e di programmazione a computer.
Grazie a questo percorso formativo, e facendo dei periodi di sperimentazione pratica in Banca (a Edolo e a Ponte di Legno) e in Comune (Ufficio Ragioneria a Edolo) mi si aprirono diverse possibilità di impiego che rifiutai scegliendo di stare accanto a mia madre che si ammalò abbastanza seriamente nel 1990 e più non riebbe la salute fino alla sua scomparsa nell’anno 2000.

A causa delle condizioni di salute di mamma ebbi la dispensa dal servizio militare con intervento del Ministro della Difesa Martinazzoli.

Gestendo così il negozio di famiglia ho potuto contemporaneamente sviluppare le altre attività di composizione musicale e di stesura delle numerose interviste che durante gli anni ho effettuato agli anziani che sono sfociate nella rivista “ ‘L Sinter” e nei libri: Monno e Mortirolo nella storia – Su su Pastori – Le vere radizioni Camune – Canta con Germano (con 300 canti popolari).
Crebbero anche le mie collaborazioni con le emittenti radiofoniche fra le quali: Radio Valle Camonica e Radio Voce Camuna.
Ho in questo periodo accentrato la mia attenzione sul recupero e la diffusione delle tradizioni monnesi riportando in vita con l’aiuto di tanti amici le usanze: della questa delle uova dei coscritti di leva, della distribuzione del Gabinat il giorno dei Santi e della processione della Madonna dei Miracoli a Ferragosto.
Di notevole interesse etnografico è poi risultato il mantenimento del Canto sul Campanile svolto dai coscritti diciottenni la notte di Natale e la riscoperta del ballo dell’Orso di Pescarzo di Cemmo.

Nel 2000 mentre mia mamma stava per lasciarmi a causa dell’aggravarsi della sua malattia ho conosciuto all’ospedale Daniela e l’intera sua famiglia. Il 27 Settembre 2003 abbiamo celebrato le nostre nozze nella chiesa di Pontagna presso Temù.

Grazie all’amicizia con il giornalista Roberto Poletti abbiamo partecipato alla fondazione e all’animazione di due fra le più seguite trasmissioni di musica popolare e di liscio: Tuttaunaltramusica su Tele Lombardia e Festa in Piazza ad Antenna 3.
Esperienza che è poi scaturita nella conduzione con l’amico Giannino Botticchio di tre edizioni del programma televisivo d’intrattenimento culturale e musicale trasmesso su Tele Boario in prima serata, denominato: Osteria de la Cantada. Ho al mio attivo la produzione di 2 CD.
Il 19 Ottobre 2005 è nata nostra figlia Camilla.

Attualmente sto lavorando per la stesura di un libro inerente gli usi e i costumi della Terra Monnese. E sono impegnato con Sandro Salvetti per il recupero della tradizionale coltura camuna della segale alpestre.
bito e ho sempre abitato a Monno, nella casa patriarcale dei Melotti del Quadruvio, con apertura privata in Via Roma 6 e negozio in via Roma 8.

Altre informazioni si possono trovare nel sito Internet Intercam www.germanoilcantastorie.it
Germano il Cantastorie


  a cura di
  Filippo Zolezzi

 
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