Narrativa

Speed

7 ore che hanno cambiato la mia vita

Collana: campo/quattro

Autore: Ueli Steck

ISBN 978-88-8068-511-1

Euro 18,50

Formato: 14 x 22 cm

Pagine: 272

Editore: Priuli & Verlucca Editori

 


 

Speed

imperdibile
di ottobre 2011

7 ore che hanno cambiato la mia vita

Ueli Steck

Priuli & Verlucca Editori

 

la copertina

SPEED pensiamo sia un imperdibile non tanto per il piacere che può averci procurato nella sua lettura, anzi a volte ha generato persino un poco di fastidio, ma perchè permette di capire conoscere l'orientamento attuale dell'alpinismo o di ciò che a esso si richiama...

Il sottotitolo del libro cita: 7 ore che hanno cambiato la mia vita e queste 7 ore sono la somma delle salite degli ultimi tre grandi problemi delle Alpi, le tre nord più famose e anche a volte funeste: quella dell'Eiger, quella della Walker alle Grand Jorasses e quella del Cervino.

L'autore non ha fatto un concatenamento in giornata, quello almeno per fortuna no..., ma ha scalato in tre momenti differenti le tre pareti e sommato i tempi.

Sembra impossibile che una nord dell'Eiger, che ha richiesto un così alto tributo di vite umane, possa essere stata salita da Steck in sole 2 ore e 47 minuti contro i tremendi 4 giorni dei primi salitori o la ripetizione della della Walker in sole 2 ore e 21, per non dire dell'ora e 56 per la nord del Cervino...

In questo libro c'è lo spirito dei nostri giorni, della ricerca dei record, dei concatenamenti, della scalata come semplice gesto sportivo e non più come ricerca interiore e romantica; si prende confidenza con i termini in voga oggi, come onsight, free solo, rotpunkt, plaisir, dry tooling e altri.

La filosofia di salita di Ueli Steck dista anni luce dalla ricerca estetica di Emilio Comici o dal piacere della scalata lenta bivaccando in parete per contemplare il cielo e lo spirito di Armando Aste, o la ricerca eroica di Hermann Buhl e Kurt Diemberger, o l'etica inossidabile della montagna di Spiro Dalla Porta Xidias, può piacere o no, certo non è molto entusiasmante e la montagna si rivela uno strumento ginnico come un attrezzo da palestra che permette le sue imprese, ma il suo gesto atletico è comunque impressionante e lascia senza fiato.

Il libro è strutturato in parti: ogni salita record viene descritta, poi discussa con dialoghi con la co-curatrice del libro Karin Steinback e con conversazioni con altrettanti grandi alpinisti: Reinhold Messner, Chistophe Profit e Walter Bonatti, quest'ultima potrà sembrare perlomeno singolare poichè la sua visione dell'alpinismo sembra essere diametralmente opposta a quella descritta da Steck, ma Walter è sempre stato molto generoso... e quest'ultima da sola vale l'acquisto del libro...

Filippo Zolezzi