Storia Cultura Etnografia

Fotografia come antropologia

Pionieri in valle d'Aosta tra Ottocento e Novecento

Collana: Quaderni cultura alpina

Autore: Arianna Colliard

ISBN 978-88-8068-599-9

Euro 19,50

Formato: 21 x 30 cm

Pagine: 84

Editore: Priuli & Verlucca Editori

 


 

Fotografia come antropologia

Pionieri in valle d'Aosta tra Ottocento e Novecento

Arianna Colliard

Priuli & Verlucca Editori

 

la copertina


Se i primi fotografi raccolsero involontariamente materiale d’interesse etnografico, adoperando lo strumento fotografico per documentare diverse situazioni locali (come vita quotidiana, persone, moti risorgimentali, delinquenza e prostituzione), i primi antropologi si avvalsero invece consapevolmente del nuovo mezzo, che iniziò a diventare un corredo indispensabile nel bagaglio di coloro che, soprattutto nell’ultimo ventennio del XIX secolo, si recavano « sul campo » in missioni di studio.

Anche in una realtà isolata come la Valle d’Aosta, la fotografia fece il suo ingresso a fine Ottocento e fu subito adottata da alpinisti, studiosi o semplici curiosi, come fedele e immediato mezzo di riproduzione del reale.

Ogni autore ci appare oggi come un organismo autonomo – venuto a contatto a volte casualmente con questo strumento – e testimone del proprio tempo in modo sempre personale e differente, per formazione, cultura e sensibilità.

Ciascuno di loro, quindi, ci fornisce un prezioso documento: sovente scaturito da un uso amatoriale o commerciale dell’apparecchio, altre volte frutto di una più esplicita consapevolezza.

Oggi è l’Antropologia Visiva – disciplina solo recentemente sistematizzata e promossa – a teorizzare la fotografia come parte integrante di un processo di ricerca, senza trascurare il valore di un’indagine etnografica elaborata a partire da immagini del passato.

Filippo Zolezzi