Grande Guerra e Alpini

Le Scarpe al Sole

Cronaca di gaie e tristi avventure di alpini di muli e di vino

Collana: Memento audere semper

Autore: Paolo Monelli

ISBN 978 - 88 - 89660-0

Euro 21,00

Formato: 15 x 21 cm

Pagine: 240

Editore: Edizioni Libreria Militare

 


 

Le Scarpe al Sole

Cronaca di gaie e tristi avventure di alpini di muli e di vino

Paolo Monelli

Edizioni Libreria Militare

 

la copertina

Mettere le scarpe al sole nel gergo degli alpini significa morire in combattimento ed è il titolo di quest'opera molto interessante che fu pubblicata per la prima volta nel 1921.

Ad impreziosire la presente edizione, troviamo 24 litografie di Mario Vellani Marchi, originalmente prodotte per l’edizione limitata e numerata del 1933 per i tipi della Treves, anch'esse espressione del tratto dell'alpino, ruvido sì, ma ricco di sentimenti e poeticità.

Questo libro è scritto sotto forma di diario, l'autore paolo Monelli (1891-1984) era ufficiale degli Alpini ed ha partecipato a diverse battaglie, tra le quali la ben famosa Ortigara.

Il libro è molto distante dal tono trionfalistico e molto enfatico di certi autori di guerra, ma si sofferma soprattutto sull'aspetto umano, sui sentimenti dei soldati, costretti ad una guerra per molti aspetti assurda, ma quale guerra non lo è?, sui momenti di distratta felicità, piuttosto che sull'orrore dei combattimenti e della morte, che comunque non sono tralasciati, ma che mostrano che al fronte si riusciva anche a pensare a vivere e non solo a morire.

Così i much, i nemici austro-ungarici, non appaiono quell'orco spesso dipinto da qualche autore nostrano, ma dei poveri disgraziati colpiti dallo stesso infame destino.

Certamente lo stile letterario appare un poco arcaico, risale infatti a poco meno di un secolo fa, ma la lettura è sempre piacevole e affascinante e ci rende l'immagine di un conflitto brutto e sporco da vivere e finisce per dare un'immagine diversa da quella dell'iconografia ufficiale, all'Editore va il nostro plauso per il coraggio a riproporre libri ormai scomparsi ma di grande valore storico e artistico come questo.

Filippo Zolezzi