Cartine

WKS1, Bolzano-Merano-Val Sarentino, Bozen-Meran-Sarntal. 1:50.000

Informazioni per il turismo alpino. Con percorsi per sci e ciclismo. Con dati GPS

Collana: WKS

Autore:

ISBN

Euro 5,68

Formato: 94x76 cm

Pagine: 0

Editore: Freytag & Berndt

 


 

WKS1, Bolzano-Merano-Val Sarentino, Bozen-Meran-Sarntal. 1:50.000

Informazioni per il turismo alpino. Con percorsi per sci e ciclismo. Con dati GPS

Freytag & Berndt

 

Freytag & Berndt
la copertina
Abbiamo già recensito, in passato, cartine geografiche riguardanti regioni montane importanti, le cosiddette cartoguide, ora iniziamo a passare in rassegna la cartografia alpina vera e propria.

Nessun escusionista o alpinista che si rispetti evita di programmare le proprie gite senza un'accurata analisi del percorso, con l'aiuto di una o pià carte turistiche, le pià dettagliate possibili.

L'accuratezza e la bontà di una cartina possono significare la buona riuscita di una gita, o persino la sopravvivenza in caso di avverse condizioni meteorologiche.

La Freytag & Berndt di Vienna ø uno degli istituti cartografici pià antichi e produttivi del mondo: le sue carte turistico-alpinistiche coprono in pratica tutto l'arco alpino, sotto forma di cartine per zone montuose e di praticissimi atlanti.

Il titolo analizzato da noi ora WKS1, Wander Karten Sudtyrol 1, Carta dell'escursionismo Tirolo 1, e descrive la zona compresa tra Bolzano, Merano, Appiano, Chiusa e la Val Sarentino.

Freytag & Berndt
La guida che accompagna la cartina


E' il primo fascicolo di una serie che comprende circa 20 titoli e che sta aumentando di anno in anno.

La scala ø di 1:50.000, vi sono anche titoli 1:30.000 e qualcuno forse inizierà a storcere il naso, visto che vi sono in commercio anche cartine alla ragguardevole scala 1:25.000, quindi con dettagli del doppio. Ma non lasciatevi trasportare dall'euforia, infatti alcuni produttori disegnano veramente al 25.000 e le cartine sono spettacolari, ma altri si limitano a prendere le vecchie carte al 50.000 e ridurle al pantografo, col risultato di non dare più dettagli, ma solo di evidenziare gli errori e ingrandire le linee...

Il tipo di disegno utilizzato dalla Freytag & Berndt si discosta abbastanza da quello utilizzato dalla maggior parte degli studi cartografici italiani, che privilegiano la tracciatura delle curve di livello e la descrizione del terreno al tratto, con evidenziazione dei tratti rocciosi che appaiono talvolta grossolani, a scapito della sentieristica, e soprattutto utilizzano linee molto marcate e spesse che finiscono per rendere le cartine un po' piene e difficili da leggere.

In questo caso abbiamo un disegno nitidissimo, con curve di livello presenti, ma appena accennate, rilievi e linee descritte in modo leggero e non invasivo, con una nitidezza di disegno veramente rara e difficilmente riscontrabile.
Freytag & Berndt
Un esempio della cartografia


I sentieri sono tutti segnati con precisone e numerati, permettendo un accurato controllo del percorso desiderato.

Inoltre ogni cartina ø dotata anche di una piccola ma completa guida turistica, stampata dietro le carte nelle edizioni meno recenti e in fascicolo separato in quelle di ristampa pià recente, come questa che stiamo descrivendo.

In essa troviamo una descrizione riassuntiva della zona descritta, i rifugi, gli alberghi alpini e i ristori con accessi e gite più interessanti, suddivisi per valli e zone montuose, poi, cosa straordinaria, sulle ultime edizioni troviamo le tabelle con i dati GPS, sull'utilità di tale servizio rimandiamo alla recensione presente in questo stesso mese del libro Cartografia e GPS per l'escursionista.

Riassumendo, ci troviamo davanti a una collana di cartine turistiche per veri appassionati, dotate di un disegno preciso e di una qualità di stampa straordinaria, a livello delle migliori del settore. Sicuramente i punti più qualificanti di questa serie di carte turistiche ø la precisione dei dati e il dettaglio nitido del disegno.

Purtroppo l'esempio qui a fianco non rende giustizia all'originale, ma dà solo una grossolana idea della bellezza di queste cartine.













Filippo Zolezzi