Ambiente e Natura

Il Cervino è nudo

Collana: I Libri del Monte Bianco

Autore: Enrico Camanni

ISBN 978-88-95586-07-6

Euro 12,00

Formato: 12 x 21 cm

Pagine: 68

Editore: Liaison

 


 

Il Cervino è nudo

libro del cuore

Enrico Camanni

Liaison

 

la copertina

Quante cose da dire guardando questo libricino...
Per prima cosa, la nuova Casa Editrice Liaison, che nasce per la passione dei suoi fondatori e non a caso a Courmayeur, al cospetto della montagna più imponente e alta d'Europa (ci perdonino gli amanti del nuovo, ma per noi il buon Monte Bianco resta il tetto d'Europa, l'Elbrus è sempre stato in Asia ora ha cambiato casa?), è un gesto di grande coraggio e passione al quale non possiamo che unici con gioia.

Per seconda cosa, l'autore è Enrico Camanni, che per noi è uno dei massimi autori di montagna italiani viventi: eclettico nella sua immenso nella sua passione e competenza per la montagna, riesce a essere giornalista, direttore e fondatore di riviste del settore, saggista ed antropologo delle Alpi e infine anche buon romanziere, senza tralasciare il grandioso Dizionario delle Alpi del quale è curatore per l'edizione italiana, potremmo mettervi un pò di link, ma divertitevi a cercare sul sito tra le pubblicazioni...

Infine, ma non certo per ultimo motivo, l'opera in esame che come tutte quelle che appartengono alla saggistica sembra brillare di una luce di interesse meno intensa e invece abbaglia!

Camanni, in modo breve ma molto preciso e circostanziato, fa l'esame di uno degli scempi più tremendi del nostro paese: Cervinia e la conca del Breuil, si parte dal paesaggio silvo-pastorale tanto caro a Guido Rey per percorrere il secolo di speculazione aberrante che ne ha fatto uno dei più terrificanti eco-mostri del mondo, circondando un esterrefatto e muto Cervino.

L'analisi è precisa e spietata, lontana da rigurgiti di pseudo-romanticismo, al punto di poter affermare come parole conclusive dell'opera: Che ci piaccia o no, siamo molto più simili ai casermoni di Cervinia che al candore romantico del Breuil di Guido Rey, o agli chalet di Zermatt, museo a cielo aperto. Che ci piaccia o meno, assomigliamo esattamente a quelle nevi contaminate che hanno visto volare gli sciatori e morire i sogni. E da quelli dovremmo ripartire.

I sogni per fortuna esistono ancora: appena dietro al Lago Blu, ad alcuni chilometri in linea d'aria da Cervinia e in faccia al Cervino, esiste ancora Cheneil, forse un mini-Breuil del tempo di Rey, immutato, senza macchine, rumori o cavi di teleferiche... provare per credere, tutto è possibile, anche se difficile...

Filippo Zolezzi