Narrativa

La verità obliqua di Severino Casara

Chi mal capise pezo risponde

Collana: Campo quattro

Autore: Alessandro Gogna, Italo Zandonella Gallegher

ISBN 978-88-8068-433-6

Euro 17,50

Formato: 14 x 22 cm

Pagine: 336

Editore: Priuli & Verlucca Editori

 


 

La verità obliqua di Severino Casara

imperdibile
di giugno 2009

Chi mal capise pezo risponde

Alessandro Gogna, Italo Zandonella Gallegher

Priuli & Verlucca Editori

 

la copertina

Camp 4, Campo Quattro nell'italico idioma, è stato il mito dei free-climbers, il campeggio ai piedi del Capitan , nella Yosemite Valley, nel quale alloggiavano in tenda tutti gli appassionati di quella nuova specialità, una vera Woodstock dell'alpinismo! Con questo nome così denso di fascino e di ricordi nasce la nuova collana di Priuli & Verlucca, con il compito dichiarato di promuovere la lettura dei libri di montagna.

Il primo titolo è questo La verità obliqua si Severino Casara, che riprende un altra questione irrisolta dell'alpinismo, dopo Bonatti e il K2 (risolto fortunatamente), Maestri e il Torre, Mallory e l'Everest, ecco la vexata questio su Severino Casara e sulla sua effettiva effettuazione del Campanile di Val Montanaia, nella parete nord sui cosiddetti strapiombi.

Come abbiamo già più volte affermato, ci domandiamo quale significato ci possa esser a rinfangare un passato molto remoto, qui parliamo di una via messa in dubbio nella sua reale effettuazione, nel lontano 1925.

Il Campanile di Val Montanaia è una di quelle poche montagne simbolo che si imprimono nella fantasia popolare, non altissimo, poco più di 2500 metri, ma difficile da salire da ogni lato.

Severino Casara, ottimo alpinista e cineasta, affermò di avere percorso la via degli strapiombi nel lontanissimo 3 Settembre del 1925, la sua relazione suscitò scalpore e molti dubbi, fatto sta che il povero Casara fu praticamente accusato di menzogna e perciò crocifisso per tutta la sua vita, fino alla morte avvenuta nel 1978.

La sua sembra una storia infinita, come quella del Torre, ma lascia molto perplessi il fatto che Casara sia stato sottoposto a un linciaggio morale durissimo per il dubbio su di un tratto che risulta poco più lungo di 10 metri e non più alto di tre, quindi un uomo è stato massacrato moralmente e spiritualmente per la bellezza di poco più di 30 metri quadrati di parete del Campanile...

Gli autori però in modo corretto lasciano al lettore ogni eventuale giudizio, ammesso che sia in grado di darne uno o cosa maggiormente plausibile, ne senta la necessità reale di affermarne uno a più di 80 anni di distanza.

Abbiamo insignito questo libro del titolo di Imperdibile del mese, non tanto per la vicenda Casara, che riteniamo sarebbe meglio abbandonare, dando così la pace della tomba a Severino, ma per l'ottima ricerca storica da parte dei due autori, che riconosciamo come ottimi storici della montagna, oltre che ottimi alpinisti.

Più che le vicende del gruppetto dei chiodi, della fessura, di eventuali bugie o no, di questo libro ci è piaciuto tantissimo la descrizione dei personaggi che hanno ruotato intorno alla vicenda: è una specie di enciclopedia degli alpinisti dolomitici, che inoltre ci svela di loro pregi e difetti, anche molto segreti: Tissi, Andrich, Piaz, Gogna, Dalla Porta Xidias, Corona, sono alcuni di quelli che si potranno conoscere in questo libro.

Il metodo descrittivo, rigorosamente storico, all'inizio non rende particolarmente affascinante quest'opera, ma poi, con il progredire della lettura, essa si fa molto interessante e finisce per accattivarsi il lettore e a bloccarlo sulla poltrona.

Siamo stufi di processi sommari e virtuali, di dispute che durano quasi un secolo... andiamo in montagna (chi può) godiamo le meraviglie che essa ci propone e torniamo a valle un po' migliori, pronti a non essere impazienti e ipercritici, ma disposti ad ascoltare ed amare chi ci sta intorno.

Filippo Zolezzi