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Diario di un curato di montagna

Collana: Trento Film Festival

Autore: Stefano Saverioni

ISBN

Euro 14.90

Formato: DVD cm

Pagine: 58

Editore: Cinehollywod

 


 

Diario di un curato di montagna

libro del cuore

Stefano Saverioni

Cinehollywod

 

la copertina

Questo film ricorda nel titolo, in parte anche nello spirito, il celebre film tratto dall'omonima opera Diario di un curato di campagna di George Bernanos.

Don Filippo Lanci non è un personaggio inventato, il suo nome è vero e veramente lui è parroco nei paesini in cui la vicenda si svolge: Pietracamela, Cerqueto, Intermesoli, il film è stato girato pochi mesi prima che questi villaggi al cospetto del Gran Sasso venissero duramente scrollati dal terremoto che ha tanto danneggiato l'Abruzzo in aprile.

Nel film Don Filippo parla di se stesso, della sua vocazione, del suo rapporto con i parrocchiani e con la gerarchia ecclesiastica, a volte l'ambiente appare spoglio, quasi squallido, i dubbi e le incertezze del sacerdote finiscono però con l'attirare e accattivare l'attenzione dello spettatore.

A nostro giudizio questo film va guardato e riguardato più volte, solo in questo modo si riuscirà a comprenderne i significati e a entrare nel cuore del protagonista: Don Filippo ad un primo esame può sembrare uno dei tanti preti contestatori, mandato in montagna per castigo, ma non è così, infatti lui, pur con tutte le riserve che può avere con le gerarchie ecclesiastiche e i propri dubbi spirituali, ama il suo essere sacerdote e il rapporto con Dio e i parrocchiani.

Il regista riesce a ben descrivere il tormento spirituale del sacerdote, che però mai rimpiange la sua scelta di vita, il suo desiderio di cambiamento, ma contemporaneamente la necessità di rimanere legati alle tradizioni e al passato.

La fotografia ci mostra un Gran Sasso bello, ma distaccato, quasi ostile, segue l'umanità dei parrocchiani, sarebbe più giusto dire delle parrocchiane, vista la stragrande maggioranza femminile, Don Filippo confida la sua ammirazione per la gente di montagna e per la vita difficile e ricca di privazione che questa gente affronta ogni giorno.

La pellicola ha avuto diversi riconoscimenti al Filmfestival di Trento ed è stato in lizza fino all'ultimo per conseguire il David di Donatello.

Filippo Zolezzi