Ambiente e Natura

D'acqua e di pietra

Il Monte Fenera e le sue collezioni museali

Collana:

Autore: Roberto Fantoni, Riccardo Cerri, Edoardo Dallerole

ISBN

Euro

Formato: 24 x 31 cm

Pagine: 336

Editore: Zeisciu Centro Studi

 


 

D'acqua e di pietra

Il Monte Fenera e le sue collezioni museali

Roberto Fantoni, Riccardo Cerri, Edoardo Dallerole

Zeisciu Centro Studi

 

la copertina

Il Monte Fenera costituisce l'unico massiccio carbonatico presente sul versante meridionale delle Alpi centro-occidentali.
L'affioramento di rocce calcareo-dolomitiche ha consentito lo sviluppo di fenomeni carsici di dimensioni ragguardevoli, sviluppatosi durante il sollevamento della catena alpina e la formazione delle valli in età terziaria. La presenza di un sistema carsico con grotte di grandi dimensioni, facilmente accessibili, ha permesso la frequentazione di animali e dell'uomo dal Paleolitico.

Dal Neolitico la frequentazione umana è stata quasi costante; ed anche quando essa ha perso le sue peculiarità, il monte e le sue grotte hanno sempre continuato a costituire una presenza mitologica per le popolazioni locali.

L'ubicazione del monte in prossimità del margine padano, la peculiare rilevanza geomorfologica e botanica e l'esistenza di ambienti diversificati hanno favorito la presenza di una ricca avifauna, tra cui spicca la cicogna nera, che si integra con una fauna comunque differenziata.

L'evidenza morfologica del Monte Fenera, la sua peculiarità geologica e le sue testimonianze preistoriche hanno attirato, dalla seconda metà dell'Ottocento, l'attenzione di naturalisti locali e ricercatori specializzati.

Un ruolo centrale in questa scoperta ha avuto Pietro Calderini, personaggio estremamente eclettico nato e vissuto alla base del monte.

L'interessante, e talvolta unico, materiale geologico, botanico e preistorico proveniente da questo territorio ha costituito la base per il primo museo naturalistico valsesiano, a lui poi dedicato.

Filippo Zolezzi