Storia Cultura Etnografia

Il Duca degli Abruzzi

Collana: Storie

Autore: Gigi Speroni

ISBN 978-88-76-3905-00

Euro 18,00

Formato: 14 x 21 cm

Pagine: 196

Editore: Carte Scoperte

 


 

Il Duca degli Abruzzi

Gigi Speroni

Carte Scoperte

 

la copertina

Luigi Amedeo di Savoia Aosta, figlio di Amedeo re di Spagna tra il 1870 e il 1873, nato infante di Spagna e più comunemente conosciuto da tutti come il Duca degli Abruzzi è sicuramente una delle figure più amate, se non l'unica, della dinastia Savoia che ha regnato in Italia.

Di questo straordinario personaggio, che occhieggia triste ed enigmatico dalla copertina di questo libro in quella che è forse la sua foto più famosa e riprodotta, si è scritto parecchio, anche ultimamente, Vita di un esploratore gentiluomo e Il Duca dell'avventura.

Questo libro, appena pubblicato, appare come opera postuma di Gigi Speroni, giornalista milanese, che appassionato dalla storia del ramo cadetto Aosta della dinastia Savoia ha dedicato a loro parecchie pubblicazioni e dopo la lettura ci si può domandare cosa abbia di nuovo o quale notizia non ancora conosciuta possa presentare ai lettori su questo personaggio che tanto ha fatto e che per decenni ha infiammato di entusiasmo i cuori degli italiani...

La risposta è che Speroni ha anticipato di alcuni decenni altri autori, infatti la prima edizione di questo libro fu edita da Rusconi nel lontano 1991 e riappare oggi anche per volontà del figlio Matteo, che così onora sia la memoria del Papà scrittore che quella del Duca avventuroso.

Amante delle grandi imprese di mare e di montagna, Luigi Amedeo trascorse la sua vita comandando navi da guerra e compiendo grandiose imprese: Gigi Speroni ne mette giustamente in rilievo le imprese dalla scalate del Cervino con Mummery, per passare alla conquista del Sant'Elia in Alaska nel 1897, le cui tappe fondamentali furono l'esplorazione del Polo Nord (1899), la conquista del Ruwenzori (1906) e quella del Bride Peak, sul Karakorum (1909), ponendo le basi per la conquista del K2 che avverrà solo quasi dopo 50 anni, finendo con la fondazione in Somalia Jowar, villaggio ideale africane, nel quale i nativi erano protagonisti e non schiavi sfruttati dai coloni e nel quale le sue spoglie ancora oggi riposano.

E' un personaggio triste, come appare nella citata foto, che ha sempre rispettato i propri immensi principi di lealtà all'ambiente, all'uomo e al re, suo cugino, che pure influenzò molto negativamente la sua vita, impedendogli le nozze con la donna amata, un personaggio amatissimo dal popolo proprio per queste sue caratteristiche di onestà, bontà e coraggio

Ci piace concludere con le stesse parole che chiudono il libro e che vengono dal nipote Amedeo d'Aosta che lo aveva seguito nella fondazione di Jowar e che da là scriveva: La vita è bella e il mio pensiero corre allo zio Luigino, il cui ricordo è ognora vivo ovunque, qui. I più bei monumenti, i più duraturi, sono quelli costruiti nel cuore della gente.

Filippo Zolezzi