Storia Cultura Etnografia

La metafora dell'alpinismo

Collana: Voci

Autore: Enrico Camanni

ISBN 978-88-95586-13-7

Euro 12,00

Formato: 12 x 21 cm

Pagine: 67

Editore: Liaison

 


 

La metafora dell'alpinismo

imperdibile
di giugno 2010

Enrico Camanni

Liaison

 

la copertina

Agosto 1880, dopo la cresta di Rochefort, Mummery e Burgener attaccano il Dente del Gigante, ma dopo un disperato tentativo rinunciano... Mummery lascia lì a testimonianza del passaggio i propri bastoni di legno e l'inglese scrive su di un foglietto di carta, che nasconde in una fessura del granito: "Absolutely inaccessible by fair means", assolutamente insuperabile con mezzi onesti, è la frase che animerà e anima ancora l'alpinismo da circa 130 anni e che ha visto contese infinite...

By fair means, la storia dell'alpinismo ha visto la continua disputa altalenante tra "conservatori", i seguaci del purismo di salita che rifugge gli aiuti artificiali e innaturali e i cosiddetti "innovatori", quelli del chiodo, dell'andare avanti ad ogni costo, anche in artificiale.

Mummery e Maquignaz, Preuss e Piaz, Messner e Maestri, la storia dell'alpinismo si snoda su questa irrisolta questione e ognuno non dubita nella propria ragione... salvate il drago afferma Messner: il chiodo a pressione serve anche per appendere i quadri su una parete di cemento; da un apporto all'alpinismo: ne favorisce il tramonto, un Messner che ha inventato lo stile alpino sugli 8000, tracciando anche lassù la differenza tra le imprese ciclopiche e massicce come campagne militari, con centinaia di portatori, tonnellate di materiali e le salite velocissime, leggere e senza bombole di ossigeno by fair means.

Enrico Camanni, dopo Il Cervino è nudo, ci ripropone una riflessione etica sulla montagna con quest'opera con la Liaison, uno svelto volumetto, come sempre, che in poche decine di pagine riesce a sintetizzare oltre un secolo di discussioni e tonnellate di carta stampata, nessuna novità certamente, ma tanta chiarezza e concisione, ognuno poi tragga le proprie conclusioni.

Filippo Zolezzi