Narrativa

La fine del mondo storto

Collana: Scrittori italiani e stranieri

Autore: Mauro Corona

ISBN 978-88-04-60341-2

Euro 18,00

Formato: 14 x 22 cm

Pagine: 164

Editore: Mondadori

 


 

La fine del mondo storto

libro del cuore

Mauro Corona

Mondadori

 

la copertina

Mettiamo che un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti petroli, carbone ed energia elettrica: Non occorre usare fantasia per immaginarselo, prima o dopo capiterà e non ci vorrà nemmeno troppo tempo. MA mentre quel giorno prepara il terreno, facciamo finta che sia già qui. Ha un brutto muso, è un tempo duro, infame, scortica il mondo a coltellate e lo spoglia di tutto. La gente all'improvviso non sa più che fare per acciuffare il necessario. Prova a inventarsi qualcosa e intanto arranca, senza sapere che una salvezza esiste. Il necessario sta dentro la natura. Ma, per averlo, occorre cavarlo fuori, prenderlo con le mani, e la gente le mani non le sa più usare. "Sacramento che disgrazia" dicono. "Non sappiamo usar le mani". Ma partiamo dall'inizio... Questo è l'inizio di questa nuova opera di Mauro Corona La fine del mondo storto.

Mauro Corona volta pagina con questo libro: via le piante, i cucù, le martore, i noti personaggi precedenti, come Carle, Cice Mela, i Corona e i Menin, via le storie della Val Cellina e avanti con la fine del mondo, che è storto perchè venuto su male.

L'autore narra gli ipotetici fatti in diretta, come il cronista di un evento in diretto, via gli elementi dialettali e ogni provincialismo, il racconto è universale e potrà essere tradotto e letto in ogni lingua e in ogni parte del mondo.

Di solito nelle opere che fanno parte del filone catastrofico-apocalittico, i cataclismi che colpiscono la Terra semidistruggono tutto, ma dei nuovi Noè si salvano sempre, in una grotta, su di un alto monte o in vario altro modo, di sottofondo troviamo anche qualche idillico rapporto, anche la specie deve proseguire...

Qui è tutto diverso, l'uomo muore e si riduce moltissimo numericamente, perchè vive oramai incapace di usare le proprie mani, di trarre dalla terra il suo sostentamento, ma chi resiste si fortifica, è la legge naturale della selezione della specie, il bisogno elimina l'odio, o almeno lo iberna, tutti si aiutano e l'umanità vive una nuova fase di rifondazione umana.

Purtroppo la fine della paura della morte bianca e nera, il freddo e le fame, riporta le prime liti, i bisogni di comandare, di armarsi e si uccide nuovamente nel nome del diritto e della proprietà e la storia appare pronta a reiniziare d'accapo, l'uomo non impara mai la lezione, il benessere immunizza subito la solidarietà e il buon senso.

Se dovessimo sintetizzare quest'opera in un solo aggettivo diremmo originale, perchè lo è veramente e obbliga a una riflessione seria, anche se viene dal giullare di Erto, che giullare proprio non è!

Una breve nota la merita la copertina del libro: una bimba che guarda con meraviglia una lampadina enorme dotata di radici che affondano nella terra, fa molto pensare, ai lettori la sentenza...

Filippo Zolezzi