Narrativa

Nanga Parbat monte del destino

Vertigine di un'anima

Collana:

Autore: Leone Boccalatte

ISBN 978-88-7135-464-4

Euro 28

Formato: 16 x 24 cm

Pagine: 1168

Editore: Velar

 


 

Nanga Parbat monte del destino

libro del cuore

Vertigine di un'anima

Leone Boccalatte

Velar

 

la copertina

Il "mestiere" di recensire libri di montagna è un'attività che mi piace molto, spesso mi fa vivere ciò che fisicamente non potrei fare, ma la lettura mi porta in cima a vette per me inaccessibili o a visitare territori lontani e di sola immaginazione, però a volte ci sono incontri che ti mettono in soggezione, che ti imbarazzano o perchè ti senti povero di argomenti e inadeguato al compito che ti aspetta...

Io talpa, definizione di Mauro Corona ai critici letterari, in certi casi mi sento proprio tale, cieco e nell'impossibilità di esprimere un giudizio e l'opera che qui adesso dovrei descrivere è proprio di queste impossibili...

Nanga Parbat Monte del destino è stata scritta da Leone Boccalatte nel corso dell'intera sua vita, dedicata a Herman Buhl, ma non è certo solo dedicata a lui e alla sua conquista himalayana, ma è un'introspezione dell'anima dell'autore, un'opera monumentale, quasi 1200 pagine e tutte in versi, una sorta di poema sacro che mi ha preso circa un anno di riflessione e nonostante questo lungo tempo, temo di conoscere ancora troppo poco di questo lavoro, l'opera di una vita prenderà quanto tempo a chi vuole conoscerla?

Queste pagine ci giungono come l'eredità lasciataci da un "povero", da un pellegrino pervenuto in patria. Un dono di luce e di fede per noi ancora in via. Mentre narrano l'avventurosa storia della scalata del Nanga, esse svelano il segreto di un'anima, comunicano una "filosofia della vita": fare dell'esistenza terrena un'incessante scalata al Monte più sublime, Cristo Crocifisso e Risorto (M.Anna Maria Cànopi osb). Forse questo sublime commento della Reverenda Madre Cànopi, del monastero dell'Isola San Giulio al Lago d'Orta potrebbe ottimamente sintetizzare questo immenso libro, ma sarebbe barare, voi il commento lo volete anche da me...

L'immagine classica di Buhl, messo quasi a filigranare il Nanga Parbat, già ci dà l'idea di un'opera straordinaria dove uomo e montagna si fondono per dare origine alla ricerca dell'Infinito, del Tremendum, dell'Altro da sè che caratterizza e anima la vita di ogni essere umano, dal momento della presa di coscienza alla morte...

Boccalatte parte dalla straordinaria vicenda di Buhl e della sua straordinaria impresa sul Nanga, immagina i suoi dialoghi con i compagni, con il grande amico e compagno Kurt Diemberger sul Broad Peack, con il proprio spirito e crea una sorta di nuova Divina Commedia, ma non dedicata a peccati, vizi e virtù, ma al proprio cammino spirituale, nel quale personaggi, montagne e vicende assumono il carattere di quinte teatrali nella grande Commedia della Vita.

Questa non è un'opera facile, non è un comodo libro new age, sul genere brodo spirituale per soggetti perennemente depressi, ma essa, potrei dire, è slow read, da leggere molto lentamente, va meditata e gustata pagina per pagina, periodo per periodo, allora e solo allora, si potrà apprezzarne tutta l'immensa spiritualità e forza di elevazione che in essa ha profuso Leone Boccalatte, nel corso dell'intera sua vita!

Filippo Zolezzi