Storia Cultura Etnografia

Enigma Himalaya

Invenzione, esplorazione, avventura

Collana:

Autore: Kurt Diemberger, Roberto Mantovani

ISBN 978-88-370-7530-9

Euro 39,00

Formato: 22 x 26 cm

Pagine: 250

Editore: Mondadori

 

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Enigma Himalaya

imperdibile
di dicembre 2010

Invenzione, esplorazione, avventura

Kurt Diemberger, Roberto Mantovani

Mondadori

 

la copertina

Qualche anno fa Roberto Mantovani ci confessò che il suo sogno era quello di scrivere una storia della scoperta e della conquista dell'Himalaya, oggi quel sogno è divenuto realtà e lui lo ha fatto con Kurt Diemberger, il grande alpinista, ma anche grande Uomo, che è l'unico vivente ad aver conquistato per primo due 8000, un team che non poteva che scrivere un grande libro e questo lo è!

In tutto il pianeta non esiste nulla di paragonabile al sistema orografico Karakorum-Himalaya. Là, tra muraglie rocciose rigate dal gelo, ghiacciai e valli profonde, si annidano le montagne più elevate del globo.

Gli autori raccontano la storia della scoperta dell’Himalaya, la sua esplorazione geografico-scientifica, il confronto geo-politico tra la Russia zarista e l’Impero britannico di cui fu oggetto, fino alle imprese alpinistiche che ne hanno segnato e continuano a segnarne il destino, e che ne hanno fatto uno dei luoghi simbolo dell’avventura umana.

Con l’ausilio di splendide immagini – illustrazioni d’epoca, vedute spettacolari e fotografie inedite “in presa diretta” – il volume prende le mosse dai primi, pionieristici viaggi dei missionari gesuiti, grazie ai quali l’interesse per quel mondo intrigò mercanti e naturalisti, viaggiatori e studiosi, geografi e politici.

A poco a poco, però, la sfida esplorativa prese vigore: nel quadro del Great Game – la guerra di spie tra britannici e russi per il controllo dell’Asia centrale – topografi, esploratori sotto mentite spoglie (i famosi pundits asiatici addestrati dai britannici) e viaggiatori si addentrarono negli immensi spazi bianchi che costellavano le carte geografiche himalayane dell’epoca.

Poi, nell’ultimo quarto dell’Ottocento, arrivarono gli alpinisti e ha inizio una nuova, straordinaria vicenda. Solo negli anni cinquanta del Novecento, però, l’uomo riesce a mettere piede sulle vette più alte.

Dal 1950 al 1964 vengono scalate le vette di tutti i 14 Ottomila, e in seguito vengono tracciati itinerari sempre più difficili e impegnativi, ma ancora non è finita; anzi, la storia dell’himalaysmo lascia presagire un futuro importante. Tanto più che, all’inizio del terzo millennio, soprattutto sul versante settentrionale della grande catena, rimangono ancora vasti territori da esplorare e un’infinità di pareti da salire.

Filippo Zolezzi