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Sentire l'Aria

Collana:

Autore: Andrea Taglier, Maneuele Cecconello

ISBN

Euro

Formato: 31 x 24 cm

Pagine: 160

Editore: Prospettivanevskij.it

 


 

Sentire l'Aria

Andrea Taglier, Maneuele Cecconello

Prospettivanevskij.it

 

la copertina

recensione a cura di Marzia Verona

Tempo e solitudine, natura e silenzio, uomo e animali. Non una descrizione della vita pastorale, ma una interpretazione; non risposte, ma domande per immagini.

Sentire l’aria è insieme un film ed un libro fotografico che documentano la scelta di Andrea, un giovane sedicenne figlio di un chirurgo e di un’insegnante, di dedicarsi alla pastorizia nomade nel Biellese. E’ quella una terra che ha profondi legami con questo mestiere e con la realtà di trasformazione della lana, ormai quasi al tramonto.

Manuele Cecconello (regista), Andrea Taglier (fotografo) e Claudio Pidello (operatore) hanno seguito Andrea per quasi due anni, documentandone la vita all’aria aperta.

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, non vi sono riferimenti al passato, all’adolescente con qualche difficoltà a scuola. Solo l’introduzione ci invita a riflettere sulla storia atipica di Andrea, perché successivamente le immagini ci presentano un pastore, un giovane pastore come molti altri,che ha raggiunto la maggiore età nel 2010, mentre era in alpeggio. C’è l’immensa passione per gli animali, per la natura, per gli spazi aperti. La solitudine solo apparente, perché il pastore è sempre con il suo gregge. Il rapporto speciale con il cane, aiutante e compagno. Un paesaggio che non è solo uno sfondo, ma che completa e aiuta a spiegare il perché di questa scelta.

In entrambe le opere le parole sono poche, misurate, essenziali. Quello che conta è l’immagine ed i pensieri che questa genera nell’osservatore.

In Sentire l’aria, il film, si entra completamente nella vita del pastore. Questa non è spiegata, ma ci viene fatta vivere insieme al giovane ed al suo maestro, Niculìn. Dobbiamo scordarci il XXI secolo, la velocità e la frenesia. I tempi sono lunghi, ma solo così ci possiamo avvicinare a capire cos’è una giornata di pioggia o di nebbia mentre si sorveglia il gregge, oppure rientrare alla baita quando è ormai notte.
Solo alla fine, dopo che il regista ci mostra anche una prospettiva di utilizzo della lana per ricostruire una sorta di “economia minima” della pastorizia di oggi, Andrea dice qualcosa di sé, mescolando Italiano e dialetto per narrare le sua scelte ed il suo essere pastore.

Sentire l’aria, il libro, completa ciò che il film ci ha fatto vivere. Toccanti immagini di insieme e di dettaglio sugli animali, sul gregge, sulle transumanze e sui vari altri momenti di questo mestiere scandito dalle stagioni, accompagnati da un giovane pastore il cui sguardo è felice, di chi si sente realizzato, di chi ha fiducia nella vita e nel futuro.

Un doppio viaggio fuori dal tempo, durante il quale veniamo bruscamente riportati alla realtà dal rombo di un camion che passa sulla strada accanto al gregge o dalle luci della città sullo sfondo di un’immagine notturna in alpeggio.
Marzia Verona nel suo ambiente preferito

Sentire l’aria è un’opera che va gustata lentamente. Quando ne abbiamo terminata la visione, dovremmo tornare al nostro mondo ponendoci qualche domanda in più sugli scopi e sui tempi del frenetico vivere quotidiano.
Marzia Verona

Marzia Verona è uno dei maggiori esperti italiani di pascolo vagante, al quale ha dedicato diverse pubblicazioni da noi recensite, vi ricordiamo Dove vai pastore e Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora
Potete incontrarla sul suo interessantissimo blog:
http://pascolovagante.splinder.com/

Filippo Zolezzi