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Armenia misteriosa. Masis, la madre degli Armeni

Storia del monte Ararat e delle sue civiltà con documenti inediti sul genocidio

Collana:

Autore: Azad Vartanian

ISBN 978-88-85510-78-4

Euro 25,00

Formato: 24 x 22 cm

Pagine: 128

Editore: Nuovi Sentieri

 

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Armenia misteriosa. Masis, la madre degli Armeni

Storia del monte Ararat e delle sue civiltà con documenti inediti sul genocidio

Azad Vartanian

Nuovi Sentieri

 

la copertina

Sepolta nel dimenticatoio per un sacco di tempo, la questione del genocidio del popolo armeno è stata riscoperta dall'opinione pubblica ed è nuovamente oggetto di discussione in questi ultimi anni per diverse ragioni.

Esiste dapprima una motivazioni politica e di attualità: dovesse essere invitata in un futuro non lontano a fare parte dell'Unione Europea, come si augurano in molti, la Turchia del terzo millennio dovrebbe in primo luogo sentirsi moralmente obbligata ad assumersi la responsabilità storica del primo, grande olocausto dell'età contemporanea.

Dentro Armenia misteriosa non si parla tuttavia soltanto di storia e di eventi luttuosi. Mediante un'accurata conoscenza diretta dei territori descritti, unita ad una vasta e completa documentazione fotografica ed iconografica, Vartanian offre al lettore anche un significativo inquadramento geografico e culturale dell'Armenia "storica".

Si comincia ad esempio dalla regione del monte Ararat, cuore pulsante della coscienza nazionale e della cultura armena, la grande montagna già protagonista del racconto biblico che ospita sui propri fianchi vestigia storiche di popoli antichissimi; si prosegue con una trattazione della flora e della fauna tipiche dell'altopiano anatolico, delle risorse naturali e delle caratteristiche geologiche, per passare infine all'esposizione di usi e costumi propri delle diverse civiltà che hanno abitato la zona.

"di ciò che provammo, vedendo le nostre povere e misere madri violate,fustigate,bruciate vive, crocifisse, sventrate, annegate,fatte a pezzi con le asce, sgozzate con le sciabole, amputate delle loro callose e ruvide mani, gettate con la spazzatura nelle letamaie curde, accecate con le lame incandescenti,seppellite ancor vive nelle sabbie roventi dell'Anatolia!
Voi....non avete udito il nostro umile e silente lamento di figli di Masis"

Filippo Zolezzi