Narrativa

Scott Fischer MOUNTAIN MADNESS

Dalle Pendici dell'Everest, la storia di una vita senza fine

Collana: Oltre confine

Autore: Robert Birkby

ISBN 978-88-96822-08-1

Euro 22,00

Formato: 16 x 24 cm

Pagine: 304

Editore: Alpine Studio

 


 

Scott Fischer MOUNTAIN MADNESS

libro del cuore

Dalle Pendici dell'Everest, la storia di una vita senza fine

Robert Birkby

Alpine Studio

 

la copertina

Per la maggior parte dei lettori italiani, Scott Fischer è conosciuto per la cronaca di Jon Krakauer in Aria sottile e di Anatolij Bukreev in Everest 1996, infatti in quell'anno e sull'Everest Fischer ha perso la vita.

Ma Scott Fischer non è semplicemente uno dei tanti che ha tentato un 8000 e che è rimasto lassù nei ghiacci eterni, ma uno straordinario personaggio, un grande trascinatore, pieno di entusiasmo, capace di dare la carica anche a chi era spento in partenza e, con questo libro, il suo grande amico Robert Birkby h cercato di farlo conoscere meglio e pensiamo che ci sia riuscito perfettamente.

Scott appare essere un tipico figlio del mito dell'eroe americano: sorridente, che non si arrende mai davanti alle difficoltà, un pò disorganizzato, ma sempre pronto a trovare valide soluzioni, anche se a volte estemporaneee.

A 14 anni conobbe e vide operare Paul Petzold mentre istruiva 5 adolescenti in un corso della NOLS-National Outdoor Leadership School, una sorta di organizzazione scout estrema, fu una folgorazione, poichè prima ne frequentò i corsi come allievo, poi ne divenne istruttore.

Il legame con la NOLS e con il suo spirito di avventura estrema, durò tutta la successiva vita di Fischer, ne contraddistinse la carriera alpinistica, persino le spedizioni himalayane.

Fischer non sembra essere stato uno dei più forti alpinisti degli 8000, ma sicuramente uno dei più appassionati, caparbi e generosi, dopo aver fondato la Mountain Madness, una delle prime organizzazioni commerciali per li 8000, ha condotto alcune di esse che certamente non erano minimamente all'altezza organizzativa di quelle di Da Polenza o di Herrligkoffer, dove nulla era scordato o lasciato al caso, ma sempre con un'immensa allegria e bonarietà.

Scott ha rischiato spesso nelle sue salite, la sua impresa più impegnativa è stata la salita del K2 con Ed Viesturs, che però nel suo libro In vetta senza scorciatoie, la considera la più grossa bestialità della sua vita, per aver rischiato di morire per questa conquista.

Questo libro merita attenzione e rispetto, ci presenta in modo effervescente e brillante un personaggio, Scott Fischer, che era veramente straordinario, forse a volte un pò troppo sopra le righe e convinto di essere dotato di capacità superiori alla realtà, ma sempre animato da una grande umanità e da una prorompente simpatia.

Filippo Zolezzi