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Gino Soldà

Dalle Piccole Dolomiti al K2

Collana:

Autore: Tommaso Magalotti

ISBN 978-88-85510-84-5

Euro 30,00

Formato: 18 x 25 cm

Pagine: 480

Editore: Nuovi Sentieri

 

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Gino Soldà

Dalle Piccole Dolomiti al K2

Tommaso Magalotti

Nuovi Sentieri

 

la copertina

Gino Soldà rimane e rimarrà sempre uno dei pilastri fondamentali dell'alpinismo: nato ai piedi delle piccole Dolomiti, proprio su di esse ha cominciato ad assoporare il gusto dell'arrampicata, a sentirne il grande fascino, soprattutto come avventura fin dagl'anni dell'adolescenza, abbinandonolo ad un'altra passione, quella dello sci, non solo come gioia di lasciarsi scivolare sulle piste innevate, ma esercitandovi stile e potenza propulsiva dell'atleta come luogo di gara e di confronto.

Gino Soldà, nome di battaglia "Paolo" (Valdagno, 8 marzo 1907 – Recoaro Terme, 1989), è stato un alpinista e partigiano italiano, guida alpina ma soprattutto un fortissimo arrampicatore.

Iniziò a scalare le montagne del suo paese distinguendosi con imprese di un certo livello ancor prima di compiere i 18 anni (a 17 anni scalò in prima e in solitaria la parete est del Baffelan).

Si distinse come grande arrampicatore già prima della Seconda guerra mondiale, aprendo numerosissime vie che arrivavano anche al VI grado sulle montagne di casa e su tutte le Dolomiti.

Ricordiamo in particolare: 24 ascensioni sulle pareti delle Piccole Dolomiti tra cui molte di VI grado, in particolare quella della parete sud della Sisilla nel 1932.

La parete sud-ovest dell'Ortles con Pirovano nel 1934. La diretta parete nord al Campanile Nord del Sassolungo con Bertoldi nel 1936, la via alla parete sud-ovest della Marmolada.

Nel 1954, a 47 anni, prese parte alla spedizione italiana della conquista del K2; la sua partecipazione nel 1954 alla vittoriosa spedizione italiana al K2 dice il livello di fiducia e garanzia che la sua personalità dava alla spedizione stessa in un momento in cui, praticamente, la sua attività alpinistica andavava a concludere la fase più caratterizzante e di maggiore espressività della sua carriera.

Questo testo intende raccontare i fatti accorsi a Gino Soldà, ma soprattutto sottolineare anche in questi il valore umano dell'alpinista e dissipare nebbie che sono solo frutto di antagonismi ideologici duri a morire che purtroppo di tanto in tanto riappaiano coi "si dice" sulla bocca dei male informati.

L'autore del libro da una valutazione e un giudizio che non si basano su "voci" raccolte, ma sui documenti consultati e sull'analisi dettagliata dei fatti e degli avvenimenti che hanno tracciato pagine di storia, per tanti versi non ancora chiarite.

Filippo Zolezzi