Storia Cultura Etnografia

I villaggi dai camini spenti

Viaggio nella periferia del Trentino del terzo millennio

Collana: Storia memoria

Autore: Alberto Folgheraiter, immagini Gianni Zotta

ISBN 978-88-96737-42-2

Euro 35,00

Formato: 24 x 30 cm

Pagine: 336

Editore: Curcu & Genovese

 


 

I villaggi dai camini spenti

imperdibile
di dicembre 2011

Viaggio nella periferia del Trentino del terzo millennio

Alberto Folgheraiter, immagini Gianni Zotta

Curcu & Genovese

 

la copertina

Due esperti cronisti trentini in pensione, Alberto Folgheraiter della macchina da scrivere e Gianni Zotta della macchina fotografica, hanno lavorato per nove mesi, percorso oltre 2000 chilometri(molti dei quali a piedi...), hanno intervistato 250 persone e il risultato sono le circa 350 pagine e le 600 foto che compongono questo libro, che definire bello è poco e riduttivo...

Scomparso ormai da una quindicina di anni il grande studioso della civiltà trentina Aldo Gorfer, Alberto Folgheraiter ne ha raccolto il testimone e sforna libri uno più bello e interessante dell'altro, questo forse rappresenta l'apice delle sue abilità e della sua appassionata opera.

Il viaggio è iniziato all'alba del 5 febbraio im Val di Gresta, poi l'inchiesta ha toccato la Vallarsa e Terragnolo, Valfloriana e le frazioni di Segonzano, la Val dei Mocheni e Luserna, i masi di Roncegno e di Castello Tesino, Sagron-Mis e il Vanoi, Peio e Rabbi, Braila e Troiana, la val di Ledro e di Concei, Riccomassimo e Bagolino, Ranzo e Margone, Medìl di Moena e Verra di Penia.

L'autore ha cercato gli anziani dei paesini e ha conversato con loro, li ha ascoltati e ne ha raccolto i ricordi, Zotta ha immortalato espressioni antiche e vecchie mura con il suo obbiettivo, tutti e due con una poesia che è impossibile descrivere, ma che occorre leggere e vedere su questo libro.

Solo una persona anziana nel villaggio oramai spopolato
Per fortuna non tutti i cammini sono spenti, ma molti purtroppo si, i paeselli si sono via via spopolati, ma sembra esservi un movimento di riflusso: più numerosi di quanto si possa pensare, ci sono cittadini che abbandonano il frastuono cittadino, (si pensi ad esempio ai nostri amici jobreri Fiorenza Aste e Mario Martinelli), riaccendono un camino spento da anni e il fil di fumo che di nuovo anima il camino indica che lì c'è qualcuno e che la montagna non è abbandonata, ma vive.

Parole e foto fanno fare un viaggio a ritroso nel tempo: si aprono vecchi tendaggi, polverose cortine immaginarie e appaiono le persone di una volta, gli usi e le costumanze, si scopre che dove oggi sopravvivono eroicamente pochi sopravvissuti, lì vi erano comunità molto ampie e numerose.

Tutti i libri di Folgheraiter sono interessanti, molto ben scritti e precisamente documentati, ma questo sembra avere una marcia in più: si rivela come un grande affresco di un ambiente umano strappato alla foresta e alla montagna, con la forza della disperazione e i crampi della fame, è una civiltà contadina che sta precipitando verso la totale estinzione, anche se qualche piccolo segno in direzione opposta potrebbe fare sperare in un'inversione di tendenza, ma è ancora troppo poco...

Testi e foto disegnano un grande affresco della realtà di queste valli un tempo contraddistinte da tanti e tanti cammini accesi, che purtroppo oggi sono nella stragrande maggioranza... spenti.





Filippo Zolezzi