Narrativa

Everest 1996

Cronaca di un salvataggio impossibile

Collana:

Autore: Anatolij Bukreev, Gary Weston DeWalt

ISBN 978-88-7480-164-0

Euro 19,00

Formato: 12 x 20 cm

Pagine: 300

Editore: Vivalda Editori

 


 

Everest 1996

libro del cuore

Cronaca di un salvataggio impossibile

Anatolij Bukreev, Gary Weston DeWalt

Vivalda Editori

 

la copertina

Salutiamo con viva simpatia la ricomparsa della Vivalda Editori nel panorama dell'editoria di montagna, dopo un periodo di ristrutturazione aziendale, essa su ripresenta e lo fa con una serie di interessanti volumi, noi per primo presentiamo questo Everest 1996, al quale ci sentiamo molto legati.

Il tempo finisce per coprire tutto, come le onde del mare fanno sparire le scritte e le tracce sulla sabbia, così anche fatti che hanno mosso per anni l'opinione pubblica, come questo, cadono nell'oblio, magari lasciando ferite aperte e ingiustizie incolmate.

Il 10 Maggio 1996, ventitre persone delle due principali spedizioni commerciali vennero colte dalla bufera appena sotto la vetta e cinque non fecero più ritorno, tra le vittime vi furono anche i due organizzatori, l'espertissimo Rob Hall capo di Adventure Consultants, considerato il più sicuro Tour Operator degli 8000 e Scott Fischer, capo di Mountain Madness alla sua prima esperienza di organizzatore, ma con un team di clienti apparentemente superiore come tecnica all'altro.

Probabilmente la vicenda sarebbe stata archiviata come una delle tante tragedie di alta quota, ma tra i sopravvissuti c'era Jon Krakauer, giornalista americano che ha scritto il celeberrimo Aria sottile, uno dei più venduti libri di montagna di tutti i tempi e ancora oggi se ne parla, polemicamente...

Krakauer accusò Bukreev, guida del team di Scott Fischer, di aver abbandonato i clienti allo sbaraglio e di essere colpevole del dramma, Anatoli cercò di difendersi proprio scrivendo questo libro, cercò un incontro chiarificatore con l'americano, che gli si negò sempre, poi la scomparsa del kazako l'anno dopo sull'Annapurna impedì ogni possibilità di conclusione della polemica.

A onore della verità, bisogna dire che le accuse infamanti rivolte da Krakauer a Bukreev erano totalmente infondate e la prova è che a morire non furono le persone affidate a Bukreev, se non Fisher suo capo spedizione certamente non affidatosi a lui come guida, ma proprio quelle della spedizione di Krakauer, Jim Hall compreso, il loro capo spedizione stesso.

Mirella Tenderini, volle a suo tempo, nel 1998, tradurre e commentare quest'opera, per onorarne il protagonista, taciturno per natura e con poca padronanza della lingua inglese da vivo, impossibilitato a difendersi poi da morto, ben diverso l'atteggiamento di Krakauer, che su questa tragedia e su queste polemiche ha costruito buona parte del suo successo di scrittore.

In conclusione un libro del cuore, per ricordare uno dei più grandi alpinisti himalayani di fine '900, schivo, silenzioso, ma di immenso valore alpinistico se pure in maniera un poco scorbutica, anche campione di umanità, se non ci credete chiedete lumi a Simone Moro, ultimo suo compagno di avventura, lui vi dirà senza giri di parole chi era Anatoli Bukreev...


Filippo Zolezzi