Libri Fotografici

IL GIGANTE E L'UOMO
La sfida dell'Everest

Collana:

Autore: Yves de Chazournes

ISBN 9788857602912

Euro 49,95

Formato: 29 x 29 cm

Pagine: 600

Editore: LOGOS

 


 

IL GIGANTE E L'UOMO
La sfida dell'Everest

imperdibile
di settembre 2012

Yves de Chazournes

LOGOS

 

la copertina

Because it is there! (“Perché è lì!”). Tale fu nel 1924 la risposta di George Mallory, uno dei pionieri dell’alpinismo estremo, a un giornalista che gli chiedeva perché tenesse tanto alla conquista dell’Everest. Il mondo dovette attendere 11 spedizioni, organizzate tra il 1921 e il 1953, per
conquistare la cima degli dei.

Intorno al 1850 l'Ufficio geodetico delle Indie scopre una cima lontanissima e dopo circa 10 anni di misurazioni teodolitiche, andare sotto alla montagna era impensabile, questa montagna venne chiamata dapprima Picco B e successivamente Picco XV e si suppose essere la montagna più alta della Terra, che venne intitolata a George Everest, fondatore dell'Ufficio; da quel momento si scatenò la corsa al punto più alto del pianeta, che venne anche soprannominato il terzo polo.
Questo libro è imponente, sia per il suo grande formato, che per i contenuti; i testi sono in quattro lingue: spagnolo, italiano, portoghese e inglese, ma veramente straordinaria e eccezionale è la raccolta di fotografie a grande formato che ne costituiscono il corpo principale.

Il lettore potrà rivivere la straordinaria avventura dell’ascensione alla montagna più alta della Terra, dai primi tentativi fino alla vittoria dei britannici, attraverso oltre 500 immagini attinte direttamente dagli archivi fotografici della Royal Geographical Society, organizzatrice delle spedizioni, a partire dalla prima spedizione di Kellas e Mallory nel 1921, il mistero del secondo tentativo nel 1924 di Mallory e Irvine e via via fino alla conquista ufficiale di Hillary e Tenizng nel 1953.

Sono foto veramente rare e imperdibili: sia quelle dedicate a un mondo himalayano che non esiste più, con personaggi e popoli oramai spariti o fagocitati dall'arrivo della "civiltà occidentale", sia per la documentazione dell'evoluzione dell'alpinismo di alta quota, abiti e equipaggiamenti che oggi non si userebbero nemmeno per una passeggiata d'autunno in alpeggio...

Il lettore permetta una considerazione romantica e affettiva: per quasi un secolo si è discusso se Mallory e Irvine siano realmente giunti sulla vetta dell'Everest, sicuramente il loro compagno Odell li ha avvistati a soli 240,metri dalla vetta, prima che sparissero avvolti dalle nebbie, certo è che in tenuta di tweed e scarponi ferrati di cuoio essi hanno fatto comunque una conquista unica e straordinaria e si può pensare, anzi lo speriamo con tutto il cuore, che in cima essi ci siano arrivati veramente...

Filippo Zolezzi