Ambiente e Natura

I diritti della Natura

Wild Law

Collana: Zeitgeist

Autore: Cormac Cullinan

ISBN 978-88-96665-53-4

Euro 16,90

Formato: cm

Pagine: 264

Editore: Piano B

 


 

I diritti della Natura

Wild Law

Cormac Cullinan

Piano B

 

la copertina
Ogni tanto ci prendiamo qualche licenza in questa rubrica..., questa volta pensiamo di farvi un piccolo regalo presentandovi presentazione del libro da parte di Davide Sapienza, nostro grande amico, traduttore e curatore di quest'opera.

UN ALTRO FUTURO PER LA NATURA (UMANA)
di Davide Sapienza

Leggerai questo libro e ti troverai in un altro luogo. Sarà un viaggio nella Storia e nell'universo dove viviamo anche noi, la Specie che è riuscita a decifrare molto del Pianeta Terra ma non ancora abbastanza se è vero che per progredire ha scelto la predazione di ogni risorsa naturale senza vergogna. Sarà un viaggio nel Diritto, ciò che regola i rapporti tra gli esseri umani e tra gli esseri umani e tutti gli altri componenti della famiglia Terra. Sarà un viaggio che ti svelerà il problema: ovvero che la fonte della Vita non gode di Diritti universalmente riconosciuti come noi. Perché?

Cormac Cullinan, per farci capire quale rivoluzione copernicana ci attende, auspica un ritorno all'intimità nel rapporto con la Madre Terra. Leggere, studiare e poi tradurre I diritti della natura: wild law, mi ha tanto ricordato le parole di Barry Lopez, che con Sogni Artici nel 1986 sconvolse il concetto di come si raccontava la Terra e chi ci vive sopra. É stato un cammino lungo che nell'ultimo anno è emerso prepotentemente: strano sia accaduto con uno scrittore e non un giurista, ma tanto è. Ora grazie a questo volume è possibile dire "ecco il manuale della rivoluzione che ci attende". La pubblicazione di questo volume segna anche la nascita del gruppo Diritti della Natura Italia (www.dirittidellanaturaitalia.it), legato all'Allenza Globale per i Diritti della Natura (www.therightsofnature.org).

Nel 2007 Barry Lopez curò un volume edito da Orion Magazine, The Future of Nature. Ne parlammo insieme nella sua casa in Oregon e quel volume riuscì a coagulare una serie di idee sparse che avevo sospinto nelle trame dei miei libri. Lopez mi aveva trasmesso anni prima gli strumenti intelletuali e interiori per focalizzare il mio stile e così ero riuscito a estrarre con più consapevolezza dalla Terra Viva la fibra della scrittura che volevo inventare. É la stessa cosa che riconosco nell'autore, geografo ed esploratore Franco Michieli. Nl 2008 è arrivato il primo grande successo: il CELDF (www.celdf.org), studio legale di Thomas Linzey e Mari Margil della Pennsylvania, poté lavorare, dopo un clamoroso referendum popolare, all'introduzione dei diritti della Madre Terra in Ecuador.

Ma è stato per tutti un cammino che deve tanto ai popoli indigeni: lo spiega bene Cullinan, quando racconta approfonditamente dei Tucano dell'Amazzonia. Grazie a questi popoli che sanno cosa è il danno fatto alla Terra e ai suoi figli dalla cultura industriale e consumista, lo spirito umano può ancora essere ricondotto all'unica corrente profonda che scorre aldilà di dove si nasce e sta proprio in quel luogo che ci consente di riconoscere "il grande Spirito", ciò che è "sacro": il luogo dove la meraviglia quotidiana nasce, quella che si legge nel viso di un bambino o nello sguardo attento di un camoscio in montagna. Grazie a loro avevo capito, dopo avere scelto di lasciare la città e venire a vivere in montagna, che tutto risale alla separazione con la Madre Terra. Un apartheid interiore e spirituale che rende pericolosa la nostra società, aggressiva sino all'inverosimile verso la Madre che ci nutre, come solo un tossicodipendente può essere aggressivo quando è accecato dalla dipendenza. Abbiamo perso la misura. Per riconnetterci dobbiamo lavorare sui Diritti di nostra Madre Terra.

Ecuador 2008 non fece molto scalpore sui media: nel migliore dei casi, pensavo, non sono pronti. Nel peggiore, è chiaro, sono tutti nelle mani delle stesse "persone giuridiche" (multinazionali, grossi gruppi industriali-editoriali) che combattono e sfruttano la Terra e i suoi abitanti, inclusi noi esseri umani. Ma fece scalpore eccome per i tantissimi movimenti legati alla Terra, all'ecologia e alle problematiche delle risorse naturali. La Rete, dopotutto, non si chiama Rete per niente. Quando ne scrissi, non conoscevo ancora Cormac, persona di straordinaria forza interiore oltre che grande professionista.
Seguendo gli accadimenti e i fallimenti (Copenhagen 2009 e quest'anno il tonfo di Rio+20) nel 2010 arrivò la Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra a Cochabamba, in Bolivia. Cullinan fu uno degli estensori di questa dichiarazione, riportata per intero nel volume.
I tempi sembrano maturi. E' nell'aria. Ci sentiamo tutti sotto pressione: in un Nord Italia che è tra le aree più inquinate del mondo, la continua emergenza ambientale viene accettata e data per scontata ma il Popolo Sovrano vuole respirare. Vuole recuperare un rapporto con il suolo, la Terra, il territorio e i suoi abitanti. Non può sviluppare un rapporto intimo con autostrade, tangenziali, capannoni, parcheggi, palazzi, cemento e ancora cemento. Il consumo di suolo in Lombardia in 10 anni è stato uguale a quello del mezzo secolo precedente. Questo popolo sovrano d'Italia non può più accettare percentuali disastrose di bambini allergici a tutto, tumori in crescita esponenziale, falde acquifere inquinate e un deficit di relazione con la Madre Natura spaventoso nel nome della "crescita" e di tutti quei vocaboli che hanno perduto ogni significato e ripetuti come un'ossessione, irrazionalmente, da tante personalità televisive che non sanno neanche che profumo ha un Larice o non conoscono che aspetto può avere un Fiume o una Montagna allo stato naturale.

Questo libro, la conferenza del 30 marzo 2012 ad Alzano Lombardo, la recente visita di Vandana Shiva in Italia, i tanti movimenti e le associazioni che da anni lottano per difendere il difendibile, hanno dimostrato che abbiamo bisogno dei Diritti della Natura. Non si può più vincere una battaglia per la natura e la protezione delle risorse che rendono possibile la nostra vita e quella dell'ecosistema mentre intanto qualcuno seppellisce l'amianto sotto una nuova autostrada (inutile). Non si può perché non esiste un meccanismo automatico di diritto organico, di governance, come dice Cullinan. Tutto sta, nella maggioranza dei casi, all'arbitrio della magistratura e spesso non sta proprio, perché queste multinazionali e chi depreda la Terra gode di uno status giuridico di cui la Madre Terra non gode. Loro sono "persone", come me e te; un fiume, una sorgente, un campo di grano, un bosco, sono solo "oggetti" e "proprietà". I “diritti della natura” sono un importante cambio di direzione. E come si dice in questo libro “un nuovo paradigma”: non solo del Diritto ma prima ancora della Cultura. Nessuno possiede “i diritti della natura”, per questo il movimento è inarrestabile.Cormac Cullinan lo spiega molto bene in questo libro fondamentale. Ecco il futuro della Natura (umana): unirsi negli ideali e agire per un profondo cambiamento del paradigma. Capire che può essere vero, che si può denunciare lo Stato come ha fatto il fiume Vilcambamba in Ecuador nel 2011, rappresentato da alcuni cittadini, quando ha vinto una causa perché il proprio governo stava violando la Carta Costituzionale e il suo diritto ad esistere come ecosistema, perché un quell'ecosistema ci vivono degli esseri umani insieme a tutte le altre creature e perché i diritti della natura di tutte queste creature, che intorno alla vita del fiume esistono, prosperano e vivono, stavano per essere sopraffatti in base a quello che il popolo sovrano aveva scelto di inserire nella propria Costituzione: i diritti della Madre Terra, i diritti della Natura che ci dà la vita e che ci sostiene.

Filippo Zolezzi