Narrativa

Eccesso di montagna

Collana: Campo quattro

Autore: Denis Urubko

ISBN 978-88-8068-593-7

Euro 19,50

Formato: 14 x 22 cm

Pagine: 204

Editore: Priuli & Verlucca Editori

 


 

Eccesso di montagna

Denis Urubko

Priuli & Verlucca Editori

 

la copertina

Ecco la seconda opera italiana del fortissimo alpinista russo Denis Urubko, dopo
Colpevole d’alpinismo ecco altri racconti con questo Eccesso di montagna.

Anche questa volta Denis Urubko sceglie gli argomenti da raccontare: dal suo vastissimo e ventennale archivio di avventure trae gli episodi non in ordine temporale e neppure geografico, bensì quelli che sono legati dal sottile filo dell’esperienza personale, a gruppi omogenei solo nel suo ricordo.

Il risultato è come un lungo discorso che l’autore ci fa, seguendo magistralmente il disordine che un uditorio evoluto ha bisogno di scorgere e vivere.

Il suo linguaggio è molto chiaro e diretto, ci mostra un alpinismo a volte sconosciuto da noi occidentali, con scarsità di mezzi finanziari, di materiali evoluti, se non le famosissime vii da ghiaccio in titanio, oggetto di culto e di scambio con gli occidentali...

I racconti si svolgono sulle montagne dell'ex unione Sovietica, in Himalaya e in Karakorum, dove troviamo un alpinista ormai maturo, alla ricerca del proprio limite e delle proprie possibilità.

L'incontro col nostro Simone More segna, probabilmente, un cambiamento di orizzonte nella vita alpinistica del protagonista, che accede a un tipo di spedizione e di prestazione ben diversa da quella sovietica.

-Perchè il Nepal- chiedete voi. Non lontano da Almaty (capitale del Kazakistan...) ci sono vette complesse e considerevoli in abbondanza, sulle quali si possono tracciare vie molto belle. Non sono in grado di dimostrare a nessuno che in Nepal l'acqua è più bagnata e le stelle brillano di più. La ci sono le vette più alte del mondo, per questo il mio posto è là. L'Himalaya calamita con particolare intensità l'attenzione di tutti gli scalatori del mondo. Arena di passioni e di gloria : ecco cos'è l'Himalaya nell'idea contemporanea dell'alpinismo. Quasi che il mio cuore risuonasse l'eco della loro voce, qualsiasi sollecitazione ottiene una risposta, costringendo l'anima a volare fin là, dove sotto a un cielo nero-blu i grandi giganti innevati custodiscono la pace dell'eternità.

Filippo Zolezzi