Grande Guerra e Alpini

Il caso Airaldi

Un generale cuneese si oppose al massacro dei suoi soldati sul Carso della Grande Guerra

Collana:

Autore: Gerardo Unia

ISBN

Euro 10,50

Formato: 14,5x21 cm

Pagine: 144

Editore: L'Arciere

 


 

Il caso Airaldi

Un generale cuneese si oppose al massacro dei suoi soldati sul Carso della Grande Guerra

Gerardo Unia

L'Arciere

 

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la copertina
Qualcuno dei nostri lettori forse si domanderà come mai Alpinia, nella sua grande rubrica dei libri di montagna e di cultura alpina, dedichi una sezione alla Grande Guerra, quesito più che legittimo, come legittima è la risposta: la Grande Guerra ha caratterizzato quasi tutto il nostro arco alpino, infatti dalle fortificazioni costruite nelle Alpi Marittime e fortunatamente mai utilizzate, così come in tutto il Piemonte e la Valle d'Aosta, per poi arrivare in Lombardia, in Trentino, nel Sud Tirolo, nel Veneto, in Carnia, nella Giulia, dove invece i segni della guerra sono ancora ben evidenti...

L'escursionista o l'alpinista vengono spesso in contatto con trincee, camminamenti, sentieri, casematte e fortini di questo conflitto che sicuramente ha interessato almeno una famiglia su due in Italia; sono reperti che ricordano i combattimenti eroici e disumani ai quali i nostri soldati e anche quelli della parte avversaria, sono stati obbligati a sostenere.

Non deve quindi sorprenderci che ancora oggi, a quasi un secolo di distanza, ci siano ancora editori coraggiosi che accettano di pubblicare storie come questa de Il caso Airaldi e tutta la nostra ammirazione va alla casa editrice L'Arciere che questo coraggio lo ha avuto!
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Trincee sul Monte Sei Busi


Questo libro ha un'origine quasi prodigiosa. l'autore Gerardo Unia, per puro caso viene a sapere di una cassetta di documenti che sembrava riguardassero un generale di divisione originario di Cuneo ed essendo lui un appassionato studioso di personaggi semisconosciuti della Grande Guerra, partí immediatamente con lo studio di queste carte ingiallite e scritte fini fini e venne cosí in contatto con la memoria di uomo dimenticato e umiliato a causa della propria coscienza...

Con la pazienza di un certosino l'autore ha vinto ogni difficoltá ed é riuscito a ricostruire le vicende sfortunate del generale Airaldi scomparso ne lontano 1935, emarginato dall'esercito e bollato come incapace e poco attivo nei combattimenti al Monte Sei Busi durante la battaglia del Carso nel 1915.
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L'ordinario orrore della guerra in trincea...


Unia con la sua ricerca precisa e instancabile riesce a rendere onore e a riabilitare moralmente un uomo umiliato per aver resistito agli ordini cervellotici e ambiziosi dei suoi superiori, preservando così la vita di molti dei suoi soldati, destinati a morte certa in sterili e inutili attacchi contro reticolati nemici imperforabili e mitraglie urlanti.

Airaldi, nel Novembre 1915, era al comando della della 23ma divisione nel Basso Isonzo, nelle zone che oggi ospitano il Sacrario di Redipuglia, uomini usati come pedine inconsapevoli in un'inutile partita con la morte, vittime di uno stolto modo di combattere, privo di ogni rispetto per la persona e la vita umana.

Il suo non allinearsi ai voleri dei superiori salvó centinaia di vite, ma compromise la sua carriera militare: costretto a lasciare il servizio in prima linea, fu messo in disparte e presto congedato, terminando la vita tra amarezze e dispiaceri tanto pesanti quanto ingiusti e immeritati.

Questo piccolo e avvincente libro non riuscirá, a riscrivere la storia, ma ottiene il risultato di fare luce su di un episodio sconosciuto ai piú, ma soprattutto a ridare onore e dignitá a questo personaggio cosí ingiustamente disonorato ed emarginato.

Filippo Zolezzi