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La grande avventura

Filippo De Filippi e la sua spedizione attraverso le montagne dell’Asia (1913-1914)

Collana: Exploits

Autore: Stefano Ardito

ISBN 978-88-6380-622-9

Euro 18,50

Formato: 15 x 21 cm

Pagine: 234

Editore: Corbaccio

 

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La grande avventura

Filippo De Filippi e la sua spedizione attraverso le montagne dell’Asia (1913-1914)

Stefano Ardito

Corbaccio

 

la copertina

Oggigiorno le avventure sembrano essersi limitate a record di velocità per salire vie e pareti, oppure per altri strampalati obbiettivi, sembra non esserci più nulla da esplorare o da scoprire, forse anche per questo motivo si stanno riscoprendo esploratori meno noti eo sconosciuti del tutto, vissuti e operanti tra la fine dell'800 e la metà del '900.

Questa bella opera di Stefano Ardito ci propone Filippo De Filippi, un personaggio straordinario, compagno del Duca degli Abruzzi nel tentativo del K2 e sul Sant'Elia in Alaska.

Nell’agosto 1913 un gruppo di austeri signori attrezzati con pendoli, termometri, palloni sonda e teodoliti, si imbarca a Marsiglia e approda a Bombay per un lungo viaggio nel cuore dell’Asia, destinato a interrompersi inaspettatamente nell’agosto del 1914, con la notizia dello scoppio della guerra in Europa.

A ideare e dirigere questa spedizione straordinaria è il quarantaquattrenne medico torinese Filippo De Filippi, già noto nel mondo dei viaggiatori dell’epoca per aver accompagnato il Duca degli Abruzzi in Alaska e al K2. De Filippi e i suoi compagni esplorano le valli del Karakorum, dell’Himalaya occidentale e del Turkestan cinese, facendo tappa a Skardu, a Leh, sul ghiacciaio Rimu, sull’altopiano del Dèpsang e a Kashgar, in pieno deserto del Taklamakan: luoghi dai nomi ancor oggi non del tutto familiari, ma che ai primi del Novecento significano un tuffo nell’ignoto.

La passione che li muove ha molte componenti: spirito di avventura, rigore scientifico, curiosità tutta umanistica per i popoli e le culture che incontreranno per via. Mappano territori inesplorati, raccolgono campioni di rocce, effettuano rilevazioni gravimetriche, studiano le società e le economie locali di Baltì, Ladakhi, Uiguri, Kirghisi...

Eredi di Marco Polo, apriranno la strada ad altri grandi viaggiatori del Novecento come Ardito Desio e il loro viaggio, anche se non si è concluso come avrebbero voluto, resta una «grande avventura» che a cent’anni di distanza continua interessare e affascinare.

Filippo Zolezzi