Gastronomia

Pascoli e vigneti

Presidi caseari e enologici nelle zone alpine e prealpine del Piemonte

Collana: Quaderni di cultura alpina

Autore: Gian Vittorio Avondo, Serena Maccari

ISBN 978-88-8068-620-0

Euro 19,50

Formato: 21 x 30 cm

Pagine: 104

Editore: Priuli & Verlucca Editori

 


 

Pascoli e vigneti

Presidi caseari e enologici nelle zone alpine e prealpine del Piemonte

Gian Vittorio Avondo, Serena Maccari

Priuli & Verlucca Editori

 

la copertina

Il territorio piemontese, così diversificato per orografia, ambienti, climi e tradizioni presenta, più che altre aree regionali del nostro paese una gamma assai variegata di prodotti tipici che contribuiscono a dargli lustro non solo sotto il profilo storico, artistico e paesaggistico, ma anche e soprattutto dal punto di vista enogastronomico.

Tra le varie tipicità che la regione annovera – tipicità che vanno dai prodotti agricoli a quelli da forno, dalle carni insaccate o conservate a particolari razze ovine o bovine – meritano però una collocazione di rilievo le produzioni casearie e quelle vinicole.

Tanti i vini e i formaggi apprezzati e conosciuti nella regione, tutti con uno o più elementi che li tipicizzano e li rendono unici.

Tra tutti questi – se possibile sviluppare una ulteriore distinzione – si presentano come particolarmente caratteristici i vini e i formaggi di montagna apprezzati e viepiù nobilitati perché ricavati da uve maturate al calore della roccia o da latte ricco di aromi.

Tra i vini ricordiamo il Pelaverga e il Colline Saluzzesi nel cuneese, il DOC Pinerolese, il Lessona, il Bramaterra e l'Erbaluce di Caluso nel biellese.

Massiccia e onni-presente la produzione dei formaggi, ricordiamo solo nel cuneese Bra, castelmagno, Murazzano e Rascherala Toma Piemontese e i vari tomini delel vallate, per non dire della Val d'Ossola...

Poi, si rivelano particolarmente pregiati anche per un altro motivo, perché più che non gli analoghi di pianura sono frutto di antiche tradizioni, di consuetudini rimaste immutate nel tempo e soprattutto perché frutto di un lavoro arcaico, faticoso per le difficoltà imposte dall’asperità del terreno, che poco spazio lascia all’asetticità delle innovazioni tecnologiche.

Andare alla ricerca di questi prodotti significa quindi penetrare più profondamente i misteri del mondo alpino, riportando alla luce consuetudini altrove sepolte da tempo…

Filippo Zolezzi