Narrativa

Narcisi di montagna

Dialogo per un alpinismo di rinuncia

Collana: Campo Base

Autore: Nereo Zeper

ISBN

Euro 16,50

Formato: 16 x 21 cm cm

Pagine: 176

Editore: Nordpress Edizioni

 


 

Narcisi di montagna

Dialogo per un alpinismo di rinuncia

Nereo Zeper

Nordpress Edizioni

 

la copertina
"Chi non sa o non sente la necessitá della rinuncia non conquisterá mai neppure un briciolo di indipendenza interiore. E la strada per arrivarci é lunga."

I Narcisi di montagna dei quali si parla in questo libro non sono certamente fiori, ma gli alpinisti, notate la mirabile composizione della copertina: il mito di Narciso che si innamora di se stesso specchiandosi nell'acqua e splendidi monti che appaiono in secondo piano (Dent d'Herens).

Non ci troviamo davanti a un libro facile da leggere, anzi diremmo scorbutico e persino un pochino difficile da iniziare: fare filosofia della montagna non appare certo un mestiere molto semplice, ben distante dallo stereotipo della narrativa di montagna...

Per prima cosa meraviglia la forma letteraria del testo, che é si presenta sotto forma di dialogo, uno stile non certamente comune di questi tempi, poi il voler affrontare l'essenza stessa dell'arrampicare su per i monti come elemento dell'umana vicenda, forse per un bisogno assolutamente inutile...

L'autore, Nereo Zeper, sembra bastonare tutto e tutti, nulla sembra andare bene: la logica del mercato, la voglia di aggiungere nuovi allori al proprio curriculum, il mito della poesia della lotta con l'alpe, con un intento apparentemente dissacratore egli trova a dire su ogni cosa, ma riconoscendo in ultima analisi che lui stesso fa parte di coloro che affluiscono a questa processione...

Viene naturale fare il paragone col film di Gibson The passion of Christ, nel quale lo spettatore a un certo momento non ne puó piú di frustate e di violenze, ma resta incollato alla poltrona del cinema, perché sa che sta osservando la veritá; allo stesso modo mentre si legge questo libro si vorrebbe richiuderlo e passare a qualche soggetto che ci dia maggior appagamento, ma sappiamo che quello che dice l'autore non é lontano anche dalla nostra veritá, specie se hai appena saputo che uno dei piú grandi e puri esponenti dell'alpinismo(Patrik Berhault, n.d.r.) se ne é andato rincorrendo "82 giorni per 82 quattromila...."
"L'alpinismo é lo sforzo cieco di chi non sa come ritrovare ció che non sa di aver perduto." (dal frontespizio del libro).




Filippo Zolezzi