Ambiente e Natura

L'anima degli indiani

Collana: Chaos

Autore: Marco Parisini

ISBN

Euro 13,50

Formato: 12x21 cm

Pagine: 164

Editore: Biblioteca dell'Immagine

 


 

L'anima degli indiani

Marco Parisini

Biblioteca dell'Immagine

 

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la copertina
Sfogliare una nuova opera di Marcus Parisini procura sempre grandi emozioni: ricordiamo L'anima degli animali e Il mio caro vecchio lupo.

Con questo L'anima degli indiani prosegue la bella collaborazione tra l'artista genovese salito in una remota valle del Piemonte e l'Editrice Biblioteca dell'Immagine di Pordenone.

Abbiamo giá tessuto ampiamente le lodi di questo autore, che ci piace moltissimo e che riesce a suscitare in noi emozioni fortissime: i suoi disegni sono "vivi", soprattutto gli occhi, che hanno qualcosa che riesce a frugare nell'anima di chi li guarda, grande successo col lupo, poi con gli animali e capita anche ora con questa ultima opera.

Gli indiani, come gli animali, fanno parte della natura, ne partecipano la vita in simbiosi e ne indicano i ritmi e i segreti, in uno stile di vita assai diverso dal nostro, schivi di gesti e tecnologie, che seppur utili e benefiche ci hanno in massima parte resi schiavi di ingranaggi che ci stritolano, giorno dopo giorno, invenzione dopo invenzione.
Allora, osservare i disegni di Parisini puó essere come fare l'esame di coscienza e l'autocritica.


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Occhi e simboli


Ogni acquarello viene accompagnato da un breve scritto letterario o da un aforisma di indiani, capi o anche personaggi sconosciuti, ma sempre di grande impatto emotivo.

Come nelle altre opere, Parisini ci mostra il suo lavoro sotto forma di studio delle forme, forme interiori che entrano nell'anima, e sempre gli occhi in primo piano, occhi straordinari, che non trovano uguali nel panorama artistico.

Nel libro si susseguono immagini dedicate a indiani vestiti e adornati con i propri elementi tradizionali, agli occhi si associano volti solcati da rughe che parlano molto piú di infiniti discorsi e a questi volti si alternano musi di animali: puma, aquile, corvi, alci, gufi e si comprende infine come i pellerossa adottassero nomi di animali e non di persone, come noi, per la loro integrazione con l'ambiente in cui vivevano.

"Verso est, per avere la forza dell'Orso. Verso sud per avere la potenza dell'aquila. Verso ovest, per avere la saggezza del Gufo. Verso nord, per avere la furbizia della Volpe. Verso la Terra, per ricevere i suoi frutti. Verso il Cielo, per avere una vita giusta..." .



Filippo Zolezzi