Narrativa

Un posto in cielo

I diari di un eroe inconsapevole

Collana: Le Tracce

Autore: Anatolij Bukreev

ISBN

Euro 22,00

Formato: 15x23 cm

Pagine: 256

Editore: Vivalda Editori

 


 

Un posto in cielo

imperdibile
di aprile 2003

I diari di un eroe inconsapevole

Anatolij Bukreev

Vivalda Editori

 

la copertina
Anatolij Bukreev, chi era costui? Questa domanda di manzoniana memoria si potrebbe porre se non ci fosse stata la querelle tra il fortissimo e allora quasi sconosciuto alpinista kazako e lo scrittore americano Jon Krakauer.

La polemica scoccata tra i due libri: Aria sottile di Krakauer e la successiva risposta di Bukreev con W. De Walt in Everest 1996 ha fatto conoscere Tolij, uno dei pi› forti scalatori himalayani di tutti i tempi!

Un posto in cielo é la rielaborazione dei diari di Bukreev da parte della sua compagna Linda Wylie nei quali emerge la personalitá timida e schiva di un uomo rigido con se stesso prima che con gli altri.

Il libro inizia con l'infanzia di Anatolij, a Korkino paese di minatori, che si trasferí in seguito ad Alma Ata e l'inserimento nella squadra sportiva degli atleti della montagna.

Bukreev divenne progressivamente fortissimo e scoprí dentro di lui la necessitá di imprese sempre piú impegnative e difficili; erano gli ultimi anni del regime sovietico, un periodo nel quale le imprese sportive servivano per dare lustro al regime sovietico.
Le spedizioni erano finanziate dai club sportivi sovietici.

Erano gli anni della glasnost e nel 1989 ricevette da Michail Gorbacev il titolo di "Onorevole Maestro di Sport dell'URSS, Classe Internazionale" l'onoreficenza riservata alle medaglie d'oro olimpiche.
La caduta del comunismo distrusse ogni sicurezza e e aspettativa in Bukreev che da russo si ritrovó kazako, in una nazione tanto povera da non poter nemmeno immaginare di finanziare spedizioni in himalaya.

Anatolij sul Manaslu
Per poter continuare ad arrampicare ad oltre 8.000 fu costretto a scendere al compromesso di fare da guida, o per lo meno da accompagnatore, a piccoli gruppi di clienti in spedizioni commerciali.

La conoscenza di alcuni americani particolarmente aperti e generosi gli permise di poter continuare nella sua attivitá preferita: scalare montagne in imprese sempre piú impegnative e difficili.

Il libro ci fa conoscere un alpinista sempre in lotta con la mancanza di denaro e animato dal fuoco dell'alpinismo, che si é dibattuto tra difficoltá per noi nemmeno immaginabili e la forzata indifferenza della sua gente.

Le imprese vengono da lui descritte con commovente umiltá: egli non scende mai all'autocelebrazione, ma con semplicitá ci racconta come é riuscito in ogni impresa, anche la piú difficile (quanta differenza con qualche altro alpinista scrittore...).

Bukreev ci fa conoscere il suo mondo in modo fruibile e senza inutili fronzoli; il suo é uno stile che carpisce immediatamente il lettore, inchiodandolo alla poltrona, fino al termine della lettura del volume
La tipica espressione timida e bonaria di Bukreev
Senza sponsors, dibattendosi tra innumerevoli difficoltá, inimmaginabili da noi in occidente, a volte saltando anche il pasto, Anatolij ha ottenuto una serie di conquiste impressionanti, ottenendo anche record di velocitá ritenuti impossibili e senza ossigeno...

Mentre Everest 1996 raccontava la sua versione delle tragiche vicende di quella stagione di sciagura sull'Everest, nella quale egli, guida in quell'occasione, fu accusato di egoismo e di incuria nei confronti di alcuni membri di un'altra spedizione, senza ricordare la sua opera sovrumana (due giorni a oltre 8000...) nell'opera riuscita di salvare le vite degli alpinisti affidati alla sua cura, in questo libro appare il vero volto di Bukreev, quello di un uomo taciturno ma generosissimo e di un talento alpinistico difficilmente imitabile...

Una crudele valanga lo ha rapito il 25 Dicembre del 1997, alle pendici dell'Annapurna; concludiamo con un suo pensiero:
Le grandi montagne sono un mondo completamente a parte: neve, ghiaccio, roccia, cielo, aria sottile. Queste cose non puoi conquistarle, puoi solo elevarti alla loro altezza per poco tempo e in cambio esse ti chiedono molto.La tua lotta non é contro un nemico o un concorrente, come nello sport, ma con te stesso, con la tua debolezza e la tua inadeguatezza. Questa é la lotta che mi attrae ed é, per questo che sono diventato un alpinista.
Ogni montagna é diversa dalle altre, ognuna é una vita differente che hai vissuto. Arrivi in cima dopo aver rinunciato a tutto quello che credevi necessario alla sopravvivenza ti trovi solo con la tua anima. In quel vuoto puoi riesaminare, in un'ottica diversa, te stesso e tutti i rapporti e gli oggetti che fanno parte del mondo normale (Anatolij Bukreev).


Filippo Zolezzi