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Ostaggi delle SS nella Alpenfestung

La deportazione dalla Germania all'lto Adige di famosi internati nei lager

Collana:

Autore: Hans-Günter Richardi

ISBN

Euro 29,50

Formato: 16 x 24 cm cm

Pagine: 312

Editore: Raetia Edition

 

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Ostaggi delle SS nella Alpenfestung

La deportazione dalla Germania all'lto Adige di famosi internati nei lager

Hans-Günter Richardi

Raetia Edition

 

la copertina
Ogni guerra si porta dietro bagagli più o meno ingombranti di storie e vicende, alcune note, altre poco o del tutto sconosciute; la Seconda Guerra Mondiale, per durata, vastità ed estensione del conflitto, popolazioni interessate, ne ha quantità pressochè senza fine e questo libro si occupa dina di queste vicende che pur se poco conosciuta, riguarda personaggi di grande rilievo.

Quando si parla di lager e campi di concentramento la maggior parte delle persone pensa alle leggi raziali contro gli ebrei e alla loro deportazione, non tutti sanno invece che in tali strutture sono stati tenuti prigionieri, hanno sofferto e spesso sono morti, personaggi illustri di indiscutibile germanicità e di purissima razza ariana, o alti dignitari di altre nazioni.

Questo libro è nato come guida alla mostra "Ritorno alla vita", che è stata allestita a Villabassa, comune in provincia di Bolzano della Val Pusteria, nel ricordo del 60mo anniversario della fine della guerra e della liberazione degli ostaggi delle SS, avvenuto proprio in questo villaggio, fatto poco noto, ma che ha visto qui terminare un'epopea di stenti e terrore, una deportazione quasi infinita e la dimostrazione di eroismo e generosità della popo,lazione locale verso i prigionieri.

Le SS detenevano prigionieri illustri, sia tedeschi,che di altre nazioni, erano i cosiddetti Sippenhäftlinge, ai quali riservavano un trattamento un poco migliore di quello dei detenuti comuni e a volte persino parzialmente confortevole.

Dopo varie peripezie e molti spostamenti in vari lager, questi Sippenhäftlinge vengono internati a Dachau, alla periferia di Monaco, poi dopo mesi avviati verso il Tirolo, destinazione l'Alpenfestung, la fortezza delle Alpi, ultimo farneticante progetto del Reich, per resistere agli alleati e poter trattare la resa in modo migliore.
Gli ostaggi liberati davanti all'hotel Lago di Braies
Nell'ultimo trasporto verso l'Alto Adige a Villabassa troviamo protagonisti 139 prigionieri di 17 nazioni, ricordiamo l'ex cancelliere d'Austria Schuschnigg, l'ex primo ministro francese Leon Blum, l'ex primo ministro ungherese Miklos von Kallay, il comandante supremo dell'esercito greco generale Alexandros Papagos, il vescovo francese di Clermont Ferrand Gabriel Piguet, l'ex presidente della Reichbank e ministro dell'economia Hjalmar Schacht, i familiari del Conte Klaus Schenk von Stauffenberg, attentatore ad Hitler nel 1944, il Principe Filippo di Assia, il generale Franz Halder capo dello stato maggiore, Fritz Thyssen grande industriale e politico del Reich, Jack Churchill tenente colonnello e nipote del primo ministro inglese, Mario Badoglio figlio del maresciallo d'Italia.

La vicenda narrata è molto drammatica e trova, fortunatamente, il suo lieto fine all'Hotel Lago di Braies, dove con la dedizione della popolazione locale, della padrona delll'albergo Emma Heiss-Hllensteiner, del quartiermastro di Bolzano Anton Ducia, degli ufficiali della Whermacht e persino di alcuni dirigenti delle SS.

E' un libro molto interessante che fa conoscere non solo questa vicenda, ma anche la mentalità delle SS e ciò che successe negli ultimi mesi del conflitto all'interno del Reich; in esso si possono anche veder come gli stereotipi spesso applicati ai vari protagonisti della guerra di oppressione e di liberazione a volte siano sbagliati, o comunque poco precisi e che la ricostruzione storica, qui ottima da parte dell'autore Hans-Günter Richardi, sia altra cosa da ciò che viene normalmente e superficialmente propinato al grande pubblico.

Filippo Zolezzi