Narrativa

Contro vento

La mia avventura più grande

Collana: Saggi

Autore: Ambrogio Fogar, con Giangiacomo Schiavi

ISBN

Euro 13,50

Formato: 14 x 22 cm cm

Pagine: 140

Editore: Rizzoli RCS Libri

 


 

Contro vento

imperdibile
di novembre 2005

La mia avventura più grande

Ambrogio Fogar, con Giangiacomo Schiavi

Rizzoli RCS Libri

 

la copertina
Contro vento, tre edizioni in tre mesi, da Giugno 2005, un successo quasi incredibile, il libro che è una confessione a cuore aperto di uno dei più straordinari personaggi degli ultimi decenni del secolo appena compiuto, che purtroppo è mancato agli inizi del settembre 2005, dopo 13 anni di sofferenza, ma anche di vita densa di affetti e di riflessioni.

Diciamo subito che Fogar è un personaggio che è stato molto contestato e accusato di cialtroneria, finchè fu abile e nel pieno possesso delle sue facoltà, ma dopo il tragico incidente che lo rese tetraplegico, si è mostrato come un gigante di umanità e un vero eroe, forse quello stesso conquistatore avventuroso che avrebbe voluto la gente vedesse in lui, senza alcun sospetto o ombra.

Questa non è un'opera dedicata alla montagna in particolare, è un'opera dedicata alla vita, al suo valore, a quanto ogni istante meriti dì esser vissuto, indipendentemente se sia in possesso di ogni propria facoltà.

L'immagine dell'autore nel suo lettuccio di sofferenza non può lasciare indifferenti e il libro commuove profondamente e, nonostante sia abbastanza breve, pensiamo che possa dare tantissimi spunti di riflessione, specie in un mondo come l'attuale, dove riflettere sembra essere un'attività da evitare con cura.

Contro vento contiene tanti capitoli, ciascuno dedicato a una riflessione sulla vita, su qualche argomento di essa, ciascuno introdotto da una delle tante mail ricevute dall'autore in questi anni; in particolare colpisce quella di Marco Pantani e della risposta di Ambrogio, povero Pirata tu non hai avuto la sua forza, non sei riuscito a resistere alle bordate del maligno e ti sei arreso, Ambrogio, no ha resistito fino in fondo...




Ambrogio Fogar nel 1986
Se non fossimo certi di andare contro le norme del copyright, pubblicheremmo questo libro un capitolo alla volta, lasciandolo alla vostra meditazione, ma sappiamo che non sarebbe corretto e allora vi diciamo solamente di correre a comprarlo, ce ne sarete grati, ne siamo sicuri!
Lo consigliamo soprattutto ai giovani, che più di tutti sono alla ricerca di risposte sul senso della propria vita e la cercano magari in sentieri sbagliati, da dove spesso, purtroppo, non si riesce più a tornare indietro.

Colpisce tanto la serenità che traspare dalle sue parole, il senso di speranza che, pur nella sua terribile e immota infermità, riesce a infondere in ognuno di noi, la sua fede e la totale mancanza di risentimento nei confronti di Dio, il suo impegno per chi nel silenzio e lontano dai riflettori combatte battaglie come la sua, tra mille difficoltà.

Ambrogio Fogar, immobilizzato nella sua cameretta, aveva voluto che gli dipingessero il cielo sul soffitto..., vi riportiamo la sua frase del retro-copertina:
"Io resisto perchè spero un giorno di riprendere a camminare, di alzarmi da questo letto con le mie gambe e di guardare il cielo..."
Ambrogio tu ti sei alzato e hai camminato con gambe che tanti sani non hanno e non avranno mai e il tuo pensiero permetterà a tanti di rialzarsi e camminare, stanne certo: è sicuro!

Filippo Zolezzi