Libri Fotografici

Legni antichi della montagna

Collana: La civiltà del legno

Autore: Gherardo Priuli

ISBN

Euro 39,90

Formato: 22x24 cm cm

Pagine: 424

Editore: Priuli & Verlucca Editori

 


 

Legni antichi della montagna

Gherardo Priuli

Priuli & Verlucca Editori

 

la copertina
Questa è la terza e nuova edizione ampliata di un'opera fondamentale per la comprensione delle fenomenologie legate alla cultura materiale lignea delle regioni alpine.

Centinaia di reperti provenienti dai più prestigiosi Musei e dalle più importanti collezioni private. Questa edizione si avvale del contributo del noto esperto francese Jacques Chatelain e di note personalità di area museale e scientifica come Jean Guibal, Giovanni Kezich, Herlinde Menardi e Francesca Giovanazzi.

La magnifica opera che presentiamo èil risultato del fortunato incontro tra un editore appassionato - qui in veste di autore - e uno specialista dell'arte popolare delle nostre montagne.
Da più di trent'anni, Gherardo Priuli attraverso la sua casa editrice - la Priuli & Verlucca editori -ha apportato contributi fondamentali alla conoscenza della cultura e della civiltà alpine.

Le centinaia di pubblicazioni, le dozzine di coedizioni e la fortunata collana dei Quaderni di cultura alpina costituiscono un formidabile unicum relativo all'antropologia economica e sociale dell'arco alpino. Un'attenzione particolare è stata portata alla cultura materiale dei montanari le cui realizzazioni - come gli oggetti della vita quotidiana - testimoniano la ricchezza di un patrimonio di cui si è a lungo poco approfondito e stupiscono per la perfezione della loro tecnica e per la sensibilità artistica dei loro autori.




Tombolo, e scatole
L'identificazione e la descrizione dei più di 370 oggetti selezionati dagli autori e presentati in questo libro, sono il risultato di una lunga e paziente ricerca nei tesori dei musei di etnografia e nelle collezioni private. Identificazione che mette fortemente in luce le caratteristiche specifiche di queste realizzazioni.

Il merito dell'autore è stato quello di non limitarsi a una sola regione delle Alpi, ma di scegliere gli esempi nei suoi diversi contesti. Ne risulta la constatazione che attraverso la varietà dei luoghi e delle popolazioni, le forme e i decori mostrano una parentela che testimonia del carattere fondamentale della civiltà delle Alpi: l'unità nella diversità. Espressione di una società viva, largamente autarchica, preindustriale, l'artigianato della montagna unisce alla funzione utilitaristica dei suoi prodotti il piacere estetico dell'abbellimento per mezzo della decorazione, di una ricchezza talvolta persino esuberante.

La scelta dell'autore si è sviluppata attorno alle famiglie di oggetti più tipici. Si apre con il tema della luce, con le bugie e i porta lampade a olio. La serie dei cofanetti e delle cassapanche è senza dubbio la più rappresentativa dell'artigianato popolare alpino. Con intagliato a punta di coltello l'onnipresente, (quasi ossessivo) rosone, la stella a sei petali e il vortice evocante il sole raggiato. Seguono gli utensili dell'alimentazione: cucchiai, forchette e coltelli dai manici decorati; i recipienti per il sale e le spezie; i boccali e le barilotte, con - inevitabilmente - le famose grolle della Valle d'Aosta.





Collari porta campanacci
Dopo il mangiare, il vestire, rappresentato dagli arcolai, dai filatoi, dalle conocchie intagliate con raffinatezza, i fuselli delle dentellières. La serie degli attrezzi agricoli è abbondantemente rappresentata: i rastrelli e i portacote, i sorprendenti collari in legno per le capre e le mucche; gli utensili per la lavorazione del latte: gli sgabelli per mungere, le zangole, i tipici stampi per formare e decorare il burro. Il vimine occupa anch'esso uno spazio (illustrato dai ventilabri, dai cesti e dai cestini), così come altri accessori della vita quotidiana, come i bastoni scolpiti, le raffigurazioni religiose, i porta messale, i portapenne, gli oggetti dello scrivere, i compassi e i giochi dei bambini.

L'aspetto più affascinante di queste testimonianze del quotidiano delle popolazioni alpine è che ogni oggetto, nella sua forma e nella sua decorazione, è l'opera originale di un artigiano, a differenza dell'uniformità standardizzata dei prodotti industriali. Inoltre, il piacere che si prova nello scoprire queste opere d'arte è sottolineato dall'eccezionale qualità delle fotografie che li raffigurano visivamente. Quest'opera di referenza segna un punto fermo nella conoscenza dell'arte popolare e della cultura tradizionale delle Alpi.

Filippo Zolezzi