Libri Fotografici

Fascino della caccia in alta montagna

Il canto del vento dei ghiacciai

Collana:

Autore: Erwin Hofer

ISBN 88-8266-366-3

Euro 49,00

Formato: 24 x 33cm cm

Pagine: 280

Editore: Athesia Verlag

 


 

Fascino della caccia in alta montagna

imperdibile
di dicembre 2005

Il canto del vento dei ghiacciai

Erwin Hofer

Athesia Verlag

 

la copertina, camoscio
E tre!, così inizia l'autore nella prefazione di questo libro splendido, dopo il grande successo del primo Splendore e solitudine dell'alta quota e del secondo Aldilà dei boschi e sulle montagne, Erwin Hofer completa una trilogia che appare forare un tutto unico, un atto d'amore per la montagna e per i suoi più schivi abitanti.

"Si può dire che la caccia è sempre una questione d'amore.
Il cacciatore è innamorato della selvaggina; i veri cacciatori sono amici degli animali.
Mentre è a caccia, il cacciatore oltrepassa il suo ruolo; è infatuato dell'animale che ha avvicinato e che vuole catturare - null'altro esiste per lui, al mondo.
Tania Blixen


Di certo qualcuno si starà domandando perchè in una rubrica dedicata ai libri di montagna se ne presenti uno dedicato alla caccia, che può apparire a chi è animalista la negazione assoluta della natura stessa, ma questo libro non fa violenza alla rubrica, anzi la nobilita, per diversi fattori.

Per prima cosa è un libro bellissimo! Poi la caccia fa parte del DNA dei montanari, ne è uno degli elementi culturali principali e in una rubrica dedicata ai monti e alla civiltà di montagna in tutti i suoi aspetti sarebbe imperdonabile trascurare un aspetto tanto importante e diffuso in tutte le Alpi, infine perchè in questo libro gli animali sono descritti in modo totale e con grande amore.
Stambecco

L'autore è Erwin Hofer, Hofer è nato a Kematen in Plitsch-Val di Vizze e pratica l'arte venatoria fin da bambino ed è specializzato in questo ramo del giornalismo, brillante narratore è uno dei più apprezzati scrittori venatori in lingua tedesca.

Fino dall'antichità più profonda la caccia è stata un'attività fortemente esercitata dall'uomo di ogni parte della terra e quella in alta montagna lo ha sempre affascinato.

Da un lato è il grandioso anfiteatro in cui si svolge tutto ciò che fa parte della caccia: il paesaggio incontaminato, rimasto in gran parte inviolato dai cambiamenti e dalla distruzione che troppo spesso accompagnano il cammino del genere umano: una natura selvaggia, la cui inacessibilità rappresenta una vera sfida sia per l'alpinista che per il cacciatore.
Volpe
Dall'altro lato sono gli animali di alta montagna con la molteplicità di tutte le loro specie e sottospecie.
La loro capacità di adattarsi in modo compiuto a un habitat caratterizzato da condizioni particolarmente avverse, di sopravvivere nelle regioni alpine più impervie, quasi sempre tra i ghiacciai e il limite della vegetazione, affascina l'osservatore e lo compensa con straordinaria bellezza.

E' quindi soprattutto la passione per le montagne che ha conquistato non solo alpinisti, ma anche cacciatori: non a caso molti grandi scalatori sono anche appassionati cacciatori di camosci.

Anche questa volta l'autore ha suddiviso il proprio libro nelle quattro stagioni dell'anno, descrivendo gli animali e le loro vicende nello spazio e nel tempo di un intero anno solare: primavera. estate, autunno e inverno si inseguono in un tripudio di colori, di fiori, di animali, di immagino meravigliose e persino indescrivibili. Le foto sono sempre straordinarie, gli animali sono studiati, attesi, fissati sulle pellicole in modo che appare quasi incredibile, nella loro estrema e selvaggia semplicità.
Gallo cedrone
Gli animali sono ritratti nelle loro pose più classiche e anche nei loro momenti più intimi, come la riproduzione, il corteggiamento, il nido, il momento del cibo. Sono tutte foto eccezionalmente straordinarie, che hanno richiesto un'attesa snervante e paziente, nelle quali gli animali si mostrano in pose raramente ritrovabii sui libri.

Colpiscono molto le scene di caccia: non si può provare un filo di rimpianto per il camoscio sulle spalle del cacciatore o per lo stambecco issato sulla stanga, ma la caccia è anche tra gli animali: la velocissima aquila, la scaltra volpe, la flessuosa martora, i cani segugi, sono tutti elementi naturali della caccia in montagna, che non è prerogativa esclusiva dell'uomo.

Il cacciatore di montagna sa bene di essere, in questi scenari magnifici, fatti di cime, ghiacciai, pareti, strapiombi, nubi che si muovono rapidissime, venti e giornate imprevedibili, solo una piccola comparsa.

La caccia come la intende Hofer non offende la natura e neppure l'appassionato, ma induce a pensare che anche essa ne fa parte integrata, legata in modo ancestrale all'ambiente naturale e ben più rispettosa di esso di certi impianti ludici delle stazioni invernali, di insediamenti industriali o di certe vie di comunicazione, spesso opere costosissime e poco utili, in conclusione tre libri che vi consigliamo caldamente e che pensiamo non debbano mancare nel vostro scaffale.

Filippo Zolezzi