Narrativa

Ghiaccio sottile

Collana: Rizzoli Best Seller Italiani

Autore: Piero Degli Antoni

ISBN 88-17-00917-2

Euro 16,50

Formato: 14 x 22 cm cm

Pagine: 350

Editore: Rizzoli RCS Libri

 


 

Ghiaccio sottile

Piero Degli Antoni

Rizzoli RCS Libri

 

la copertina

Escono parecchi libri di narrativa a soggetto alpino o di montagna, ma sono per la maggior parte racconti autobiografici, narrazioni di proprie imprese e avventure, ben pochi sono i romanzi "veri e propri", le fiction per usare un termine televisivo...

Ghiaccio sottile è una delle rare eccezioni: un romanzo vero, con personaggi di fantasia, anche se in qualcuno di essi forse più di un lettore crederà di intravvedere analogie con qualche personaggio più o meno conosciuto.

L'autore, Piero Degli Antoni, è un appassionato di montagna, ma non è un alpinista da 8000 e nel colophon finale ringrazia tutti i suoi consulenti che gli hanno permesso di scrivere una storia, che se pur assolutamente irreale, non è irrealistica e non prende in giro il lettore come è invece accaduto in molti film dedicati alla montagna, nei quali si fa a pugni con le regole elementari dell'alpinismo.

Ghiaccio sottile è una vicenda affascinante che vede coinvolti un gruppo di alpinisti himalayani a circa 7000 metri, che ritrovano il corpo di un celebre scalatore caduto circa 10 anni prima e tutti alla sua ricerca per un motivo o per l'altro.

Il modo in cui la storia si svolge, l'intreccio psicologico del presentarsi delle vicende a seconda di chi le narra, ci ha fatto ricordare un vecchio e stupendo film di Akira Kurosawa: Rashomon, nel quale ogni protagonista raccontava la propria verità, originale a tal punto da rendere impossibile scoprire il vero svolgimento dei fatti.

Qui accade qualcosa di analogo: nei sette giorni bloccati in una tendina, squassata dal monsone e dalle slavine, nella disperata ricerca della sopravvivenza, le maschere e le menzogne cadono una per una, o forse si modificano a tal punto, che il finale appare beffardo e per nulla rassicurante.

La vicenda romanzesca forse farà storcere il naso a qualche purista che vede la montagna solo come un agone sportivo e di nobili sentimenti, ma dopo Krakauer, Simpson e Coffey abbiamo imparato a conoscere come l'alpinismo himalayano sia ben altra cosa, spesso ben diversa dal'immagine deamicisiana di nobile lotta con l'Alpe e questo romanzo ben si innesta in questo filone di realismo.

Filippo Zolezzi