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Vivere tra le pietre, costruzioni sottoroccia

Splüi, grondán, cantín

Collana: Folclore ed etnografia

Autore: Museo di Valmaggia

ISBN

Euro SFr 80

Formato: 21 x 27 cm cm

Pagine: 370

Editore: Dadó Armando

 

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Vivere tra le pietre, costruzioni sottoroccia

Splüi, grondán, cantín

Museo di Valmaggia

Dadó Armando

 

la copertina
Se chi sta leggendo ora ci segue solo per le guide escursionistico-alpinistiche o per le descrizioni delle vie di arrampicata, forse é meglio che cambi subito pagina e libro, ma se invece si appassiona a tutto quanto é montagna e cultura alpina, allora resti qui e non sará deluso!

I lettori di Alpinia avranno da tempo capito che ci appassioniamo ai libri che studiano l'ambiente montano, i suoi abitanti, le tradizioni e i modi di vivere dei popoli delle Alpi, questo Vivere tra le pietre é un esempio tra i piú, significativi di questo filone che tanto amiamo.

Dobbiamo gratitudine all'Editore Dadó e al Museo di Valmaggia per questo libro che ci svela una delle piú toccanti abitudini dei nostri montanari: l'utilizzo dei macigni e delle rocce per ricavarne stalle, alpeggi, dimore, cantine o semplici ricoveri.

Oggi viviamo sotto l'ombrello di un mondo iper-tecnologico, in un futuro non distante forse si impianterá un microchip con funzioni di telefono cellulare, GPS e personal computer nei neonati, ma intanto in questo libro possiamo vedere come l'ingegnositá dei montanari utilizzasse ogni minima possibiltá offerta dall'ambiente naturale, in apparenza ostile come qui tra rocce e macigni spesso franati...



Fontana, Val Bavona. Splüi
La pietra é l'elemento dominante del paesaggio di molte valli delle Alpi, nel Ticino in particolare, in Vallemaggia: essa forma pareti vertiginose, grandi depositi di frana e un vasto greto sul fondovalle.

L'uomo ha imparato a convivere con essa, l'ha utilizzata senza frantumarla, ma edificando le cosiddette costruzioni sottoroccia, che in Vallemaggia sono oltre 1600, addossando muri a secco sotto a tettoie naturale, oppure mettendo rustici tetti, o utilizzando anfratti naturali.

Il Museo di Vallemaggia li ha ricercati, li ha studiati, catalogati e in alcuni casi consolidati e resi visitabili, permettendo di conoscere usanze pastorali che oramai sono andate inesorabilmente perdute, come molti altri esempi di civiltá alpina o contadina, facendo memoria di abitudini di vita improntate ad un'estrema sobrietá di costumi e a una semplicitá che oggi sembrano non esistere piú.





Splüia Bela, Arnoldo Dadó
Troviamo descritti gli splüi , i ricoveri ottenuti sotto la roccia, la grotta chiusa con un muro a secco sul lato aperto, come nelle grotte dei pastori di Betlemme; poi i grondá, costruzioni addossate a una parete rocciosa, scoperti per le bestie o coperti come abitazioni d'alpeggio; infine i cantín, le cantine o ripostigli, dove conservare il formaggio, i salumi, gli alimenti e ricavati da grottini, spesso dotati di veri e propri sistemi di ventilazione.

Troviamo la descrizione di alcune costruzioni sottoroccia, tra cui Splüia Bela, una delle ultime ad essere regolarmente abitate e utilizzate nel periodo estivo: Arnoldo Dadó personaggio commovente e straordinario vi é risalito fino al 1987.

Guardando questo libro bellissimo si vedono materializzarsi i racconti di Plinio Martini, personaggi con la loro tormentata umanitá. I luoghi tormentati, l'ambiente aspro ma sereno, emergono in tutta la loro maestosa fierezza e semplicitá, non dobbiamo meravigliarci di questo: Martini ha vissuto e insegnato a Cavergno, all'ingresso della Val Bavona, vero giacimento di questo tipo di costruzioni.

Filippo Zolezzi