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K2

Conquista italiana 1954-2004, nella memoria di Achille Compagnoni

Collana:

Autore: Achille Compagnoni

ISBN

Euro 45,00

Formato: 24 x 30 cm cm

Pagine: 182

Editore: Bolis

 

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K2

Conquista italiana 1954-2004, nella memoria di Achille Compagnoni

Achille Compagnoni

Bolis

 

la copertina
In questi ultimi mesi abbiamo recensito molti libri dedicati al K2, visto il cinquantenario della conquista, avevamo anche detto che mancava solo Compagnoni e poi la lista sarebbe stata completa... non é passato molto tempo che la profezia si é avverata e, preannunciato da una cortese telefonata, la lacuna é stata colmata.

Vi confessiamo che, visti i toni di alcune delle ultime pubblicazioni, ci aspettavamo un libro sul genere "Compagnoni contro tutti", ma per fortuna non é cosí, infatti l'opera si presenta come un bellissimo album storico e fortunatamente scevra di ogni ombra di oramai inutile polemica.

La casa Editrice Bolis ha ripreso un'opera di alcuni decenni fa e l'ha rifatta quasi integralmente, raccogliendo le cronache degli anni '50 e '60 e aggiungendo le considerazioni del presente.

Nonostante qualche ingeneroso commento da parte di qualche critico attuale, che pensiamo sia dovuto piú a invidia che ad altro, Compagnoni in vetta al K2 ci é arrivato veramente e non portato con l'elicottero, quello che alla fine conta é solo questo, il resto sono solo discorsi...



Achille Compagnoni nell'estate 2004 a Santa Caterina Valfurva
Il libro si presenta multiforme, come un album di ricordi nel quale si conserva un po' di tutto di un avvenimento: foto, oggettini, sensazioni, commenti, pensieri...

Esso si apre con la recente intervista a Compagnoni da parte di Igor Man, il famoso opinionista, nella quale l'alpinista ricorda a circa 90 anni l'impresa sua e dei suoi compagni nella conquista della seconda vetta del mondo, ma seconda per altezza ma prima per bellezza e difficoltá

Poi troviamo il racconto della scalata da parte di Compagnoni, troviamo descritti gli attimi piú vibranti della conquista e quelli della disperazione per la morte del compagno Puchoz, le descrizioni dei luoghi, allora ancora praticamente sconosciuti, (non dimentichiamo che il diario dell'impresa risale al 1954...).



Campo base e K2
Abbiamo l'indimenticabile ritratto dello scalatore da parte del grande Gianni Brera, le pagine di Mariarosa Carreri in occasione dell'Anno Internazionale delle Montagne nel 2002, la descrizione dell'impresa e del gruppo dei partecipanti e non dimentichiamo l'importante apporto dato da Andrea Casalegno.

Quest'opera sicuramente ha una particolaritá, che la rende molto interessante, oltre alla testimonianza di uno dei due conquistatori della vetta, le fotografie che sono numerosissime e tutte dell'epoca, e che costituiscono una documentazione importante, chi ha avuto la fortuna di vedere la mostra organizzata dal Museo della Montagna a Torino riuscirá arivivere la meraviglia dei materiali di allora e di conseguenza la grandiositá dell'impresa con quei mezzi che oggi non si userebbero nemmeno per un'escursione di giornata...

Filippo Zolezzi