Storia Cultura Etnografia

Vou Rëcordàou

Quaderno n°6

Collana: Vou Rëcordàou

Autore: Piero Abburà, Silvana Allisio, Aldo Nosenzo

ISBN

Euro

Formato: 15 x 21 cm cm

Pagine: 64

Editore: Vou Rëcordàou

 


 

Vou Rëcordàou

introvabile

Quaderno n°6

Piero Abburà, Silvana Allisio, Aldo Nosenzo

Vou Rëcordàou

 

la copertina

Chi ci legge con passione su questa rubrica conosce oramai la nostra filosofia: presentare gli autori più noti e accanto, opere sconosciute, ma spesso dense di significato e meritevoli di essere scoperte...
Così accanto alla stupenda intervista col Presidente Generale del CAI Professor Annibale Salsa, ecco descritta l'opera di Silvana Allisio e dei suoi amici che ci parla del suo luogo natale, Oncino, un minuscolo paesino della Valle Po alle pendici dello splendido Monviso. Essa in questo quaderno culturale ci racconta un pochino della storia della sua valle e delle sue tradizioni e tra Salsa e lei si scopre una comunione di sentimenti e di amore per la montagna che non ci sembra casuale...

Vou Rëcordàou è l'associazione culturale che alcuni Oncinesi hanno voluto creare per non fare morire i ricordi della loro terra, un piccolo paesino con poco più di 100 abitanti al centro delle valli Occitane, piccolo, ma dalle tante tradizioni che rischiano di morire per lo spopolamento e per la progressiva scomparsa dei vecchi che ne erano i depositari. Oggi i giovani hanno altre mire, quindi un grande plauso a persone come Piero, Silvana e Aldo che tengono, come moderne vestali, acceso il fuoco della propria anima storica e spirituale.

I quaderni dell'Associazione Vou Rëcordàou raccolgono le testimonianze degli ultimi vecchi, potremmo dire i sopravvissuti, che con passione descrivono le opere di un tempo passato e che non tornerà mai più, tempo di miseria, ma anche di semplici gioie, spesso maggiori di quelle di oggi, in una società che sembra non accontentarsi mai di nulla.
Anni '60, Peiretti Antonio (Patrissi) classe 1883 alla meitario

Il quaderno è rigidamente bilingue: occitano-italiano, appare molto interessante poter conoscere questa lingua alpina così importante nel tempo passato e che sta rapidamente sparendo, gli autori hanno simpaticamente e intelligentemente messo a inizio opera una pagina di fonetica e di spiegazoni morfologiche per permettere al lettore non locale di fruire pienamente della lingua.

Troviamo descritta la meiro, la transumanza estiva all'alpeggio, con la vita insieme agli animali, la falciatura, la lavorazione del latte, i giochi, gli inconvenienti; una seconda parte è dedicata al pane, elemento cardine dell'alimentazione di questa popolazione, un pane genuino cotto nei forni comunitari, con la preparazione meticolosa, la cura dei particolari, la generosità verso i bimbi e i bisognosi e le descrizioni sono tanto vive e vere che se ne percepisce il profumo affascinante.

Chi volesse ricevere questi interessantissimi quaderni, o prendere contatto con l'Associazione, può scrivere una mail a Silvana Allisio

Filippo Zolezzi