Ambiente e Natura

Great Himalaya

Tourism and the Dynamics of Change in Nepal

Collana:

Autore: Sanjay Kumar Nepal, Thomas Kolher, Bernhard Rudolf

ISBN

Euro n.d.

Formato: 21x30 cm

Pagine: 92

Editore: Swiss Foundation for Alpine Research

 


 

Great Himalaya

Tourism and the Dynamics of Change in Nepal

Sanjay Kumar Nepal, Thomas Kolher, Bernhard Rudolf

Swiss Foundation for Alpine Research

 

la copertina
Risale ai primi anni 1950 la scoperta della bellezza del Grande Himalaya del Nepal, con lo splendore delle valli del Khumbu e delle sue spettacolari montagne, in particolare l'Everest, il Lhotse, l'Amai Dablang e il Pumori.

Dopo queste prime esplorazioni e tentativi, arrivô la conquista dell'Everest e ne seguì la pubblicazione di molti libri che svelavano questi luoghi incantati e sconosciuti a tutti gli appassionati del mondo.

Le spedizioni incontrarono solo la cultura e le tradizioni di quei popoli poveri, ospitali e dignitosi: l'ospitalità era prerogativa di lama e sherpa, con solamente le "specialità" locali, quali the rancido, chapati e senza birra, bibite e ogni altro elemento occidentale, tutto condito da una povertà estrema.

Sono trascorsi 50 anni esatti da quel fatidico 1953 in cui Sir Edmund Hillary e Sherpa Tenzing Norgay conquistarono l'Everest, dopo breve tempo da quella scalata il Governo Indiano fondô l'Himalayan Mountaneering Institute a Darjeeling e i primi Sherpa furono inviati in Svizzera ad esercitarsi nell'arte della scalata; un numero sempre maggiore di spedizioni visitò il Khumbu e l'Est Nepal si aprì sempre di piš a visitatori provenienti da tutto il mondo, con un sempre maggiore impiego del lavoro delle popolazioni indigene.
great himalaya
Due portatori con rifornimenti per un lodge. Un turista sfila alle spalle


Questo enorme incremento di visitatori in un periodo tanto breve ha portato alla costruzione di alcune piste per aerei e, soprattutto all'impiego di moltissime persone nell'industria turistica, che prima erano esclusivamente dedite al lavoro agricolo.

Impiego come guide, portatori, la costruzione di lodge (sorta di posti tappa, una via di mezzo tra l'albergo e il bivacco), di case da the, anche ad altezze oltre i 5000 metri ha portato notevoli benefici al livello economico della popolazione del Khumbu.

Ma queste zone hanno visto in pochi decenni uno sviluppo simile a quello delle Alpi, che perô si è compiuto in circa 200 anni, quindi quale conseguenze e ricadute ha avuto sulla popolazione, sulla sua economia, sulle sue tradizioni e cultura, sulll'ambiente naturale, con costruzione di strade, ponti, ecc, sulla vita millenaria di popoli che non avevano mai visto un occidentale nella loro storia?
great himalaya
Cucina tradizionale di una donna Gurung


Questo interessantissimo libro cerca di rispondere alle molte risposte che nascono da questa situazione, in particolare su come le comunità locali riescono a organizzarsi e sulla loro capacità di decisione in rapporto al mercato esterno.

Great Himalaya è stato voluto da Swiss Foundation for Alpine Research, che in stretto rapporto con l'Istituto di Geografia dell'Università di Berna, in occasione dell'Anno Internazionale delle Montagne, ha voluto fare uno studio serio e concreto sullo sviluppo sostenibile di un turismo in Nepal che sia rispettoso dei popoli indigeni e della loro cultura.

Questo testo appare sotto forma di tesi universitaria ad opera di Sanjay Kumar Nepal e di un team di cinque studenti, Christine Bichsel, Marc Jampen, Beatrice Mattle, Jacqueline Salami, Katrin Stocker, coordinati da Thomas Kohler, esperto internazionale di sviluppo montano sostenibile, inoltre preziosa e insostituibile è stata la collaborazione di Bernhard Rudolf Banzhaf grande esperto e organizzatore di trekking in Nepal, Tibet e Europa.

Il libro è strutturato in quattro parti: la prima è dedicata al turismo come chiave per uno sviluppo montano sostenibile, la seconda ai precedenti storici dello sviluppo delle comunità e al livello di vita, la terza all'impatto del turismo di montagna con tendenze e conseguenze, la quarta infine indica le strategie per un turismo montano sostenibile.

Filippo Zolezzi