Narrativa

La valle del ritorno

Collana: Chronos, Nuove voci

Autore: Flavio Favero

ISBN 88-7842-397-1

Euro 15,00

Formato: 13 x 20 cm

Pagine: 168

Editore: Il Filo

 


 

La valle del ritorno

introvabile

Flavio Favero

Il Filo

 

la copertina

Il romanzo La Valle del ritorno è la prima fatica letteraria di Flavio Favero, ingegnere elettronico che vive e lavora a Mestre, alle porte di Venezia.

La vicenda è abbastanza complicata e avviene su due livelli differenti: si svolge nella Gran Valle, una valle segreta, separata dal mondo conosciuto, in una sorta di invalicabile enclave separato da tutto il resto dell'universo e gli abitanti vivono in una realtà ristretta, convinti che al di là dei monti non esista altra umanità e che il mondo non prosegua oltre di loro; da lì parte Pietro, pastore con ascendente su Prometeo, che segue le orme del ribelle Cercatore e scopre la realtà oltre Gran Valle e che il mondo prosegue; parallelamente troviamo Petra, la nipote di Pietro, che vive in una società ipertecnologica e spersonalizzata, con ampie concessione al virtuale e al controllo tipo Grande Fratello Orwelliano.

All'inizio non è semplice seguire le vicende di Pietro-Petra, che si intersecano e si sovrappongono, disorientando un poco il lettore e obbligandolo ad arrivare sino in fondo per comprenderne il significato e il messaggio, poi come in un puzzle le tessere vanno al loro posto e la vicenda assume i contorni necessari alla sua comprensione.

Favero appare molto abile nel suscitare l'interesse dl lettore, coinvolgendolo nella duplice vicenda, quella antica di ricerca di Pietro e quella del ritorno alle origini di Petra, egli nasconde fino all'ultimo i suoi jolly, che cala in finale, rendendo la vicenda pienamente comprensibile e finalmente chiara in ogni suo significato.

E' una metafora della ricerca delle origini della vita, del ritorno ad un'umanità che oggi sembra scarseggiare nella nostra società, sempre più spesso affascinata dalla ricerca del profitto e del possesso delle cose, ma che sembra perdere il vero senso della vita.

Le montagne appaiono essere gli immutabili testimoni delle vicende di un'umanità che è in costante mutazione e non sempre in modo positivo, unici punti fermi per chi è alla ricerca di qualcosa che sembra sfuggire in continuazione.

Possiamo dire che l'autore ha iniziato bene e speriamo che possa affinare la sua abilità con altri lavori interessanti e piacevoli, possibilmente ambientati in montagna, ovviamente...

Filippo Zolezzi