Escursioni e Passeggiate

SUI SENTIERI DELLE ALPI APUANE

Per riscoprire il cammino dell'uomo

Collana:

Autore: Marco Marando

ISBN 88-8341-289-2

Euro 18,00

Formato: 17 x 24 cm

Pagine: 264

Editore: Bandecchi & Vivaldi

 


 

SUI SENTIERI DELLE ALPI APUANE

libro del cuore

Per riscoprire il cammino dell'uomo

Marco Marando

Bandecchi & Vivaldi

 

la copertina

A volte ci capita di essere indecisi su come catalogare un'opera. è il caso di Sui sentieri delle Alpi Apuane, in parte dedicato ai molti sentieri descritti, ma bellissimo per la descrizione storico-antropica di una delle regioni montane più singolari e ricche di storia, al di fuori delle Alpi.

Il volume comprende 43 escursioni dettagliate nei minimi particolari, con dislivelli, altezze, tempi di percorrenza, difficoltà e vie di accesso - il tutto corredato da 100 foto a colori, cartina dei sentieri del CAI di Lucca, indirizzi di Rifugi e strutture ricettive raggiungibili solo a piedi, centri di informazione del parco, Orari di Autolinee e Ferrovie dello stato, ma va ben oltre questo...

Questo massiccio è famoso per l'estrazione di pregiati marmi, sin dai tempi della Roma imperiale, si fregia del'appellativo di Alpi, pur essendo in piena catena degli Appenini: le forma ardite dei suo monti, specie nel versante sud e il color bianco dei ravaneti e delle cave, che danno alla distanza l'illusione di ghiacciai e nevati, hanno contribuito a questa denominazione.

Sono zone aspre, dove la vita è sempre stata difficile dura, sia per i contadini che per i cavatori, i lavoratori del marmo, abituati alla fatica e al rischio di un lavoro pericoloso e spesso tragico, ogni famiglia di qui ha pagato un pesante tributo in vite umane o in menomazioni gravi.

L'autore Marco Marando rende un tributo al valore eroico di questa gente, alle loro fatiche e vitacce, al loro dolore quotidiano, con quest'opera che definire guida escursionistica sarebbe troppo riduttivo, ma storia di una popolazione, delle proprie tradizioni e della vita difficoltosa.

Per noi è Libro del cuore, perchè descrive in modo appassionato, ma mai retorico, le attività della cava, della campagna, della pastorizia, della filanda, di tante attività oramai sparite e che stanno svanendo anche dalla memoria delle persone, e la sua pubblicazione ne costituisce un importante strumento di memoria viva.

Filippo Zolezzi