Storia Cultura Etnografia

Sotto la neve fuori dal mondo

C’era una volta la scuola di montagna

Collana: Quaderni di Civiltà e di Cultura Piemontese

Autore: Benito Mazzi

ISBN 88-8068-334-9

Euro 18,50

Formato: 18 x 25 cm

Pagine: 144

Editore: Priuli & Verlucca Editori

 


 

Sotto la neve fuori dal mondo

libro del cuore

C’era una volta la scuola di montagna

Benito Mazzi

Priuli & Verlucca Editori

 

la copertina

Priuli & Verlucca è uno degli Editori che preferiamo, sia per la cura con cui stampa le proprie opere, cosa ottima, ma soprattutto per l'eroica difesa che fa delle tradizioni e della cultura di un passato nemmeno troppo lontano, che ha animato le nostre montagne e che sta via via diventando sempre più evanescente, col rischio di scomparire per sempre.

Sotto la neve fuori dal mondo ci parla delle scuole di montagna, le prime scuole "normali" che sorsero a fine '800 nelle Alpi e negli Appennini, in località che spesso non avevano nemmeno la strada carrozzabile, con un tasso di analfabetismo che rasentava a volte il 100%.

Lassù tra i bricchi, giovani maestre spesso al loro primo incarico e maestri battaglieri, desiderosi di impegnarsi in speciali battaglie per il sapere dei più deboli, in condizioni che definire disagevoli sarebbe un eufemismo, hanno combattuto la battaglia di insegnare a leggere e scrivere a torme di bimbi spesso denutriti e obbligati al lavoro puerile, non per crudeltà, ma per necessità di sopravvivenza delle famiglie.

Erano piccole scuole, spesso accanto alla canonica, pluriclassi, dove i bimbi arrivavano come uno sciame festoso e dove l'imparare era visto come la possibilità di togliersi dal giogo della miseria, un privilegio sconosciuito a nonni e genitori...

Quando nevicava sul serio...

Ben diverse dalle scuole odierne dove ci si lamenta se fa un grado di caldo di troppo o di troppo poco, allora ogni bimbo si portava il suo ciocco di legno in cartella e il riscaldamento era a posto nella stufa della fredda aula, una lavagna e alcune carte geografiche erano l'inizio della conoscenza di un mondo magico che iniziava dietro l'orizzonte dei quattro monti della vallata, che differenza, lo vedessero i ragazzi di oggi che hanno bisogno di torme di psicologi per non belare disperati ad ogni minima difficoltà.

L'autore è Benito Mazzi, del quale abbiamo recensito il romanzo La formica rossa, egli descrive aneddoti divertenti, commoventi, originali, con testimonianze soprattutto nel periodo del dopoguerra, tra il 1945 e il 1960, prima della grande fuga dalla montagna, attirati dalle sirene della città, con i suoi fumi industriali e il miraggio del posto fisso, e l'orario ben definito, altra cosa rispetto all'orario indefinito e infinito del montanaro, ma senza la libertà e lontano dai ritmi della vita...

Filippo Zolezzi