Narrativa

In su e in sè

Alpinismo e psicologia

Collana: Paradigma

Autore: Giuseppe Saglio, Cinzia Zola

ISBN 88-8068-350-6

Euro 14,50

Formato: 14 x 22 cm

Pagine: 300

Editore: Priuli & Verlucca Editori

 


 

In su e in sè

Alpinismo e psicologia

Giuseppe Saglio, Cinzia Zola

Priuli & Verlucca Editori

 

la copertina
Ecco un'opera che sembra fatta apposta per chi non cerca un libro da sfogliare prima di prendere sonno, magari dopo una giornata pesante e faticosa: sarebbe probabilmente tempo e denaro sprecato...

In su e in sè è un'opera molto seria, frutto del lavoro altrettanto serio di due psicologi della scuola adleriana, che hanno cercato di analizzare il meccanismo mentale e psicologico che può portare uomini normalmente portati alle comodità, ad abbandonarle per percorrere rocce e creste, tra rischi e fatiche immense, alla ricerca di un qualcosa che appare spesso veramente irrazionale.

Fortunatamente e lo diciamo con convinzione, i due autori sono due bravi alpinisti, grandi appassionati di montagna, in caso contrario il libro sarebbe stato solo una noiosa teoria, senza alcun vissuto, invece i due bravi professionisti hanno cercato e scavato anche dentro la propria stessa passione.

L’alpinismo si rivolge essenzialmente all’andare in su, la psicologia si interessa prevalentemente dell’essere in sé. In su significa in alto. Seguire un percorso di verticalità, raggiungere una cima, ma significa anche essere su, provare uno stato di euforia, come si può verificare anche durante un’ascensione.
In sé significa raggiungere una condizione di equilibrio psichico e di contenimento emotivo, ma significa anche ritrovare la strada dell’introspezione, individuare la correlazione tra esterno e interno, riconoscere la propria condizione e il proprio mondo intrapsichico attraverso un’esperienza nel mondo circostante.
All’apparenza si tratta di due discipline che non possiedono reciprocità, né articolazioni comuni, tuttavia entrambe condividono un interesse prioritario per il corpo e per la mente, riconoscendoli nell’unità indivisibile e irripetibile dell’individuo in relazione con il mondo.

Il libro è suddiviso in due parti, la prima teorica che va letta lentamente con attenzione, nella quale si studiano i meccanismi dell'uomo che sale verso l'alto, che cerca la vetta, uno studio approfondito e sicuramente molto interessante che ci sembra anche riprendere in modo teoretico quanto espresso in modo sentimentale da Maria Coffey in L'ombra della montagna.

La seconda parte contiene una serie di interviste ad alpinisti famosi che spiegano la loro passione e ne dano le motivazioni; troviamo riuniti alcuni tra i più famosi specialisti italiani di montagna: Giovanni Bassanini, Christian Brenna, Pietro Dal Pra, Luisa Iovane, Cesare Maestri, Andrea Mellano, Nives Meroi, Enrico Rosso, Giovannni Turcotti, che danno una lettura veramente speciale al libro.

Ci ha molto appassionato la testimonianza di Alessandro Gogna, uno dei protagonisti del Nuovo Mattino, che con grande sincerità vanta come grande raggiungimento quello di aver scoperto il proprio limite e di essersi fermato, contrariamente ad altri che purtroppo non lo hanno fatto; il suo alpinismo di ricerca e l'autoderminazione, lo rendono ancora oggi uno dei maggiori punti di riferimento per l'alpinismo e non solo quello italiano.

Filippo Zolezzi