Storia Cultura Etnografia

Lontano dal Tibet

Storie da una nazione in esilio

Collana: I Draghi

Autore: Carlo Buldrini

ISBN 88-7180-564-X

Euro 22,00

Formato: 14 x 21 cm

Pagine: 262

Editore: Lindau

 


 

Lontano dal Tibet

libro del cuore

Storie da una nazione in esilio

Carlo Buldrini

Lindau

 

la copertina

Nella recensione de La Valle di Ognidove
dicevo che avevo avuto la tentazione di lasciare la pagina in bianco, con questo Lontano dal Tibet mi è venuto voglia di scrivere solo questa frase: Guardate intensamente e con attenzione questa immagine di copertina, andate oltre l'apparenza, entrate in essa e nella sua profondità, nel dramma che esprime, la recensione sta tutta in essa..., fatelo, ma la mia paginetta la scrivo lo stesso!

Partiamo allora dalla copertina: una finestra aperta a metà, dalla quale un monaco tibetano buddista guarda nel vuoto, nel nulla del futuro di un paese che dall'invasione della Cina di Mao nel 1950 è vittima di uno dei più tremendi genocidi mai compiuti; è uno sguardo triste, sgomento, senza speranza, come i sentimenti del popolo tibetano, violato nella sua grande spiritualità, nelle sue antichissime tradizioni, nei suoi diritti fondamentali.

Il Tibet ci è caro perchè, oltre che per l'immenso bagaglio spirituale e culturale che possiede, è la regione più alta del mondo, e perchè sul suo territorio si ergono i monti più maestosi, ma anche perchè è la terra di quello straordinario personaggio che è Tenzin Gyatso XVI Dalai Lama, un testimone di pace tra i più grandi della nostra epoca.

Questo libro stupendo illustra le vicende di questa nazione in esilio, vittima di una delle più grande sciagure sociali mai vissute nell'epoca contemporanea, tanto più dolorosa quanto ignorata dalla maggioranza dell'opinione pubblica mondiale, ma qui non vi sono ne oro nero ne oro giallo ne tantomeno uranio, vi sono solo le reincarnazionni del Buddha della compassione, il Dalai Lama e quella del Buddha della luce, il Pancen Lama, ma la spiritualità non vale la messa in moto di piani umanitari, purtroppo.

L'autore, Carlo Buldrini ha vissuto in India per 30 anni, conosce bene queste popolazioni e la loro storia, ci narra nel suo libro la testimonianza del Tibet in esilio e della distruzione culturale ed etnica che i cinesi operano quotidianamente a Lhasa e nelle maggiori città tibetane.

Con stile giornalistico, l'autore descrive quanto è successo e sta succedendo, tra l'indiffernza del mondo, con la distruzione di una delle maggiori culture dell'umanità, tutti si sono sono inorriditi alla distruzione dei Buddha in Afganistan da parte dei talebani, ma nessuno ha levato la voce contro la distruzione di centinaia di templi e monasteri, con monaci annessi al loro interno...

E' un libro che fa venire male al cuore, che riempie di tristezza e ci fa domandare come, in un'epoca di presunti diritti umani, i maggiori difensori della democrazia stringano la mano che gronda sangue dei cinesi invasori e stilino accordi commerciali con chi non rispetta i benchè minimi diritti umani...

Facciamo nostro questo commento posto sulla copertina del libro, ad opera di Harish Dhillon del The sunday Tribune: Il successo di Buldrini come scrittore e come simpatizzante delal causa tibetana è provato dal fatto che, dopo aver letto questo libro, viene anche a noi voglia di alzare il pugno e gridare: "Bod rangzen" (Tibet libero)."

Filippo Zolezzi