Libri Fotografici

8000 metri di vita

Collana:

Autore: Simone Moro

ISBN 88-7201-272-7

Euro 48,00

Formato: 25 x 33 cm

Pagine: 168

Editore: Grafica & Arte

 


 

8000 metri di vita

Simone Moro

Grafica & Arte

 

la copertina

Ecco finalmente il secondo libro del grande alpinista e amico di Alpinia Simone Moro: dopo lo stupendo Cometa sull'Annapurna, imperdibile dio Ottobre 2003 e imperdibile dell'anno 2003, ecco questo nuovo 8000 metri di vita.

Simone ha salito parecchi degli 8000, alcuni anche più di una volta, qui li descrive tutti è la storia delle quattordici cime più alte del pianeta, viste da
un protagonista che vive in modo autentico la sua ricerca alpinistica.

Simone Moro mostra il volto di ogni versante di queste piramidi naturali riportando uno ad uno gli itinerari di salita e le storie di vita alpinistica trascorse sull’orlo dell’abisso, a contatto con l’aria e i gelidi spazi che si spingono fino alla linea curva dell’orizzonte.

Per Simone «scalare le montagne è il mezzo per scoprire limiti e virtù personali ma anche le culture, i popoli, i problemi del mondo».
Egli ci vuole accompagnare in questo suo modo di intendere il mondo verticale, sfogliando questo volume che raccoglie le migliori immagini di silenziosi e possenti scenari naturali scattate ad alta quota dal lui e da alcuni suoi compagni d’avventura.

Nanga Parbat
Ci piace qui riportare un brano di Simone Moro, tratto dalla prefazione del suo libro:
Ma c’è ancora tanto, tantissimo da realizzare anche sugli 8000. Già, se prendiamo in esame tutte le cime, principali e secondarie degli 8000, scopriamo che sono quasi trenta le vette e i pinnacoli rocciosi che superano la fatidica quota e che potrebbe essere un’interessante e alternativa idea provare a salirle tutte... (che nulla toglierebbe a Messner e a tutti coloro che lo hanno emulato nella collezione delle vere ed uniche cime principali). Una di queste, il Lhotse middle est, ad esempio, è ancora inviolato e svetta a 8376 metri. Ci sono ancora sei vette di 8000 metri che attendono la prima invernale e pochissimi degli 8000 sono stati attraversati, scavalcati da un versante all’altro. Ci sono pareti intere di questi massicci che non sono mai state salite e tantissime vie aperte nel passato e mai più ripetute.
Nasce proprio da qui l’idea di questo libro fotografico. Per stimolare la fantasia ed il colpo d’occhio. Per evolvere bisogna conoscere e guardare il mondo intorno a noi e per il mondo alpinistico, soprattutto quello delle nuove e future generazioni, serve una sorta di punto della situazione immediato. La bibliografia di montagna è piena, ricca di splendidi volumi sugli 8000, delle pagine di vita vissuta sulla verticalità dei loro versanti. Ma per avere il punto della situazione di dove siamo arrivati e dove dobbiamo, possiamo andare, in una logica evolutiva e diversa, bisognerebbe averli letti e conoscerli tutti. Bisognerebbe fare un’operazione di collage informativo. Bisognerebbe insomma sapere tutti i “chi, come, cosa, quando” di ogni scalata, ma soprattutto avere la possibilità di vedere il volto, l’immagine delle pareti, teatro di queste vicende alpinistiche, senza dovere sfogliare decine di libri e saltare da un volume all’altro. Ecco che allora, come ho cercato di fare nel 2006 con la rivista italiana “Alp”, provo ora, in grande formato, a fare il punto visivo della situazione che, come una guida d’arrampicata, mostri le varie pareti e tutte le linee di vita alpinistica vissute su di esse.

Kangchenjunga
Facile sarà dunque vedere dove non si è ancora passati, dove esistono ancora linee di salita potenziali o addirittura pareti inviolate da scalare sui quattordici giganti di oltre 8000 metri. Non vuole dunque essere un volume che racconta a parole la storia dettagliata e le vicende delle singole montagne e scalate, ma che lascia alla fantasia del lettore l’intuito di capire dove si può ancora vivere, aprire, realizzare qualcosa di nuovo oppure semplicemente ammirare e contemplare, come fossero dipinti, le immagini di tutte le pareti di tutti gli 8000 da ogni versante. Non c’era ancora un volume che desse questa possibilità visiva ed ogni volta gli alpinisti dovevano ricorrere a fotografie pubblicate sulle varie riviste specializzate del mondo per farsi un’idea di cosa si volesse o potesse fare o di come fosse fatto il versante opposto rispetto a quello mostrato. In fondo scalare una montagna rappresenta anche la ricerca dell’orizzonte che sta dietro ad essa e con questo libro fotografico provo a mostrarli tutti.
Ho avuto bisogno di attingere a tutto il mio archivio fotografico, rappresentato da diapositive, fotografie e immagini digitali. Ho però dovuto chiedere aiuto anche ad amici e colleghi che avevano visto e fotografato ciò che né io né altri avevamo potuto ammirare e tutto questo lavoro di contatti e raccolta è stato tutt’altro che facile. Tracciare tutte le vie di salita realizzate sino ad oggi è stato ancora più difficile e sicuramente avrò commesso errori, ma è solo non agendo, non tentando di fare qualcosa che si evita di fallire, proprio come una scalata. Dunque si colga l’intenzione e l’aspetto costruttivo, riepilogativo del volume, piuttosto che focalizzarsi sugli errori che eventualmente sono stati commessi nel ricostruire e tracciare le linee esatte che segnano il passaggio di grandi alpinisti. Spero anzi di ricevere critiche, suggerimenti e correzioni costruttive da parte di coloro che, con competenza e testimonianze dirette, sapranno suggerire eventuali modifiche o integrazioni. Sarà l’occasione per costoro di partecipare al lavoro che ho dovuto fare da solo, ma che in futuro spero diventi comune. Per gli alpinisti questo vuole essere un libro che fornisca un aggiornato punto di partenza, per stimolare una nuova vigorosa fase “esplorativa” in alta quota. Per gli appassionati e per gli amanti della natura il volume invece spero rappresenti una piacevole raccolta d’immagini dei monumenti naturali che si spingono fino alla stratosfera che, seppur nel terzo millennio, l’uomo può ancora raggiungere fisicamente, solo ed esclusivamente a piedi.

Simone Moro

Filippo Zolezzi