Grande Guerra e Alpini

LA VALANGA DI SELVAPIANA

La Grande Guerra: l'eroismo degli Alpini nelle Dolomiti di Comélico

Collana: Exploits

Autore: Italo Zandonella Callegher

ISBN 88-7972-928-4

Euro 18,60

Formato: 14 x 22 cm

Pagine: 320

Editore: Corbaccio

 


 

LA VALANGA DI SELVAPIANA

imperdibile
di maggio 2008

La Grande Guerra: l'eroismo degli Alpini nelle Dolomiti di Comélico

Italo Zandonella Callegher

Corbaccio

 

la copertina

Sappiamo bene che questa sezione dei libri di Alpinia, dedicata alla Guerra Bianca e agli Alpini, è tra le più seguite e, nonostante sia passato quasi un secolo, tantissimi ne sono interessati, probabilmente perchè in tantissime famiglie e in tutti i paesi del fronte italo-austriaco c'è un ricordo diretto di queste vicende così dolorose.

L'autore di questo libro è uno dei più famosi scrittori italiani di montagna: Italo Zandonella Callegher, a lui si devono molti libri di vario genere, dalle guide di arrampicata a quelle turistiche, dai testi di storia e di etnologia locale a questo storico e sempre delle sue Dolomiti.

Una lapide quasi dimenticata e leggibile con difficoltà nel proprio paese di Dosoledo, e il desiderio di scoprire come e da chi fu ferito il papà Osvaldo, alpino del 7° Btg Pieve di Cadore, il giorno 26 Maggio 1915 alla Forcella Lavaredo, ha spinto Zandonella a fare meticolose ricerche, frequentando l'Archivio Nazionale e consultando diari e documenti dell'epoca ne è venuta fuori un'opera appassionante, che costituisce un altro tassello e documento importante sull'eroismo dei nostri soldati della Grande Guerra e bisogna ammettere anche degli avversari austriaci, tutti eroi nel senso pieno della parola, in grado di rischiare la vita nel nome della patria.

La valanga di Selvapiana, che da il titolo al libro, è solamente uno dei fatti che vi si possono leggere, in realtà à la storia alpinistica del gruppo che va dal Popèra a Cima Undici, sia prima della guerra che durante la stessa, con la narrazione di fatti e personaggi che definire eroici può sembrare riduttivo.

Osvaldo Zandonella Callegher, padre dell'autore e protagonista del libro
Grande emozione e meraviglia ha provato l'autore nello scoprire che uno dei suoi miti , il sublime alpinista e guida alpina Sepp Innerkofler di Sesto re tra i maggiori conoscitori di Lavaredo, era proprio quello che quel brutto giorno aveva colpito e ferito per sempre il padre Osvaldo: Mi fischiano è vero un paio di confetti vicino agli orecchi, ma la pelle è salva e quando arrivo sulla cima sento sotto di me il crepitio di un tiro rapido. Mi spingo ancora più avanti e comincio a lisciare il pelo sulla schiena di quei signori, dopo tutto loro sono in 20 ( lui era solo col cognato Forcher). Anche Forcher mi dice che dalla forcella superiore qualcuno ha attentato alla sua pelle, ma ha fatto un buco nell'acqua. Spariamo circa 34 colpi ma gli italiani sono ormai scomparsi e ci sembra di averne feriti un paio... queste le parole di Innerkofler, che non poteva certo sapere di aver ferito proprio il padre dell'autore di questo libro e suo grande ammiratore; ancora più leggendaria e misteriosa la sfortunata morte del grande alpinista austriaco, forse colpito con un sasso da un avversario italiano.

Poi vi è la vicenda della valanga di Selvapiana, che da il titolo al libro e tanti altri fatti e personaggi, che comunque riguardano sempre questa porzione di Alpi del Cadore, che hanno visto veri e propri eroismi, ma che spesso è dimenticata nonostante tutto quello che vi è capitato, ma l'autore, che è di lì, ha colmato questa anomalia proprio con questo libro appassionante e bello da leggere.

Nato a Dosolédo di Comélico Superiore, alpinista e scrittore, Italo Zandonella Callegher è accademico e socio onorario del Club Alpino Italiano e socio del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna. Già direttore editoriale della stampa nazionale del CAI, è direttore editoriale de Le Dolomiti Bellunesi, ed autore di numerose guide escursionistiche e di importanti volumi sulla storia alpinistica delle Dolomiti Orientali. Dal 2003 è presidente del TrentoFilmfestival.



Filippo Zolezzi